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Il video che potrebbe dare un volto al killer del professore di Viterbo

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Le indagini sull’omicidio di Tarquinia potrebbero essere arrivati a un punto di svolta grazie alle immagini immortalate da alcune telecamere di sicurezza. Perché per la morte di Dario Angeletti, professore associato dell’Università della Tuscia (a Viterbo), è accusato un uomo che nella giornata di ieri – mercoledì 8 dicembre – è stato interrogato per diverse ore dagli inquirenti. La sua auto, secondo le indiscrezioni, sarebbe stata ripresa dalle telecamere nei pressi della zona in cui è stato ritrovato senza vita il corpo del docente.

Dario Angeletti, la svolta sull’omicidio grazie a un video

Il nome della persona accusata non è ancora trapelato, ma ci sono alcune informazioni sulla sua reazione: alla vista dei Carabinieri che hanno bussato al suo portone, l’uomo ha avuto un malore. Per questo motivo è stato trasportato in Ospedale ed è sotto osservazione, piantonato da alcuni agenti anche se non è in stato di fermo. Ma il suo status potrebbe cambiare nel giro delle prossime ore, quando arriverà il risultato del guanto di paraffina al quale è stato sottoposto dopo l’arrivo nel nosocomio viterbese. Poi dovrà parlare ancora con gli inquirenti e fornire la sua versione dei fatti.

Secondo Il Corriere della Sera, grazie alle telecamere di sicurezza si è arrivati al nome dell’unico indiziato per l’omicidio di Dario Angeletti:

Si tratterebbe di un ex collaboratore della stessa università, qualche anno più grande del docente ucciso, che in passato avrebbe lavorato con Angeletti al Centro Ittiogenico di Tarquinia che si trova a poche centinaia di metri dal parcheggio per camper dove il 50enne è stato trovato morto martedì pomeriggio, freddato da quello che sembra un colpo d’arma da fuoco di medio calibro.

Come riporta il quotidiano La Repubblica, le immagini delle telecamere non mostrerebbero solamente il passaggio dell’auto del presunto killer, ma anche gli istanti in cui si è consumato l’omicidio:

La scena dell’omicidio, distante solo cento metri, è stata ripresa: i carabinieri stanno lavorando sulla sagoma impressa nel video, girato con buone condizioni di luce, e sulle due auto presenti nel parco: la Volvo e quella dell’omicida che si incontrano.

E il movente, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere passionale. Ma, per il momento, le bocche sono cucite. L’omicidio di Tarquinia potrebbe essere arrivato a una svolta. Sul luogo del delitto (il parcheggio delle Saline, a Tarquinia), infatti, non è stato ritrovato solamente il bossolo del proiettile che ha ucciso il professore, ma anche un evidente segno di frenata di un’automobile. Il colpo di pistola lo ha colpito alla tempia destra e questo elemento fa pensare che il killer fosse seduto sul sedile anteriore del passeggero della Volvo del docente.