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Dario Angeletti, il professore biologo ucciso con un colpo alla testa alle Saline di Tarquinia

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Per la morte di Dario Angeletti, biologo marino e professore dell’università di Viterbo Unitus trovato morto in un’auto in un parcheggio nei pressi delle Saline a Tarquinia, i carabinieri di Viterbo indagano per omicidio. La vettura è stata posta sotto sequestro per consentire una serie di accertamenti investigativi, e l’uomo avrebbe ferite compatibili con un colpo di arma da fuoco alla testa. Il 52enne è stato trovato insanguinato e seduto al posto de guidatore con la cintura di sicurezza allacciata.

Le indagini sulla morte di Dario Angeletti alle Saline di Tarquinia

La zona delle Saline la conosceva bene: pochi giorni fa, proprio lì, aveva partecipato come relatore al convegno sulle “Forze evolutive in ambiente ipersalino”. Resta da chiarire anche se Angeletti si trovasse di nuovo in zona per lavoro o per altri motivi. Non lontano dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo si trova infatti il laboratorio di ecologia e centro ittiogenico sperimentale dove la vittima si recava spesso. Il magistrato ha disposto l’esame autoptico che potrebbe essere effettuato giovedì. L’area del delitto è coperta da telecamere di sorveglianza perché si trova in una riserva faunistica. I carabinieri hanno inoltre trovato dei segni di frenata dell’auto di Angeletti, che li hanno portati a non escludere che l’uomo possa aver cercato di fuggire a bordo della sua auto da qualcuno che lo inseguiva. Da quanto si apprende, anche un testimone è stato ascoltato sulla vicenda. Già nella serata di ieri i carabinieri hanno fatto delle perquisizioni in alcune abitazioni a San Martino tra le quali ci sarebbe anche quella del presunto assassino.

Dario Angeletti era molto conosciuto a Tarquinia: lascia una moglie e due figli. Dal 2010 insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino al polo universitario di Civitavecchia. Dal 2017 era responsabile dell’unità di ricerca del centro interuniversitario sui cetacei. “Una persone molto mite, fin troppo – lo ricordano gli amici – sempre pronto e disponibile. Una persona troppo fragile per un mondo come questo. La sua morte è sconcertante non si comprende cosa possa essere accaduto. Un fatto impensabile e privo di senso”.