Fact checking

Curare il cancro con il succo di frutta?

La medicina alternativa ha i suoi canoni e i suoi stilemi, soprattutto quando si tratta di promettere cure miracolose a malattie come il cancro. La parola d’ordine, in questi casi, è semplicità e un po’ di bricolage terapeutico. In fondo non c’è nulla di così grave, di così incurabile che non possa essere curato con semplici rimedi casalinghi. E quindi eccoli qui, quelli che curano i tumori con limone e bicarbonato (la famigerata “cura” Simoncini) oppure con limone e peperoncino. E non stiamo parlando di “terapie” da affiancare a quelle della biomedicina. Stiamo parlando proprio di terapie fondate unicamente su qualche goccia di limone e un cucchiaio di bicarbonato.

Strepitosa la joint venture tra peracottari e anti vivisezione
Strepitosa la joint venture tra peracottari e anti vivisezione

 
CURARE IL CANCRO CON SUCCHI DI FRUTTA E VERDURA
Come stupirsi quindi, di fronte ad un medico, il Dottor Paolo Rege-Gianas che propone di curare il cancro tramite una dieta basata su succhi di frutta e verdura? Ecco come spiega la sua scoperta il buon dottore:

C’è stato poi il caso del rifiuto di un paziente, affetto da metastasi cerebrale da carcinoma polmonare, di qualsiasi terapia tradizionale, l’instaurare un tentativo terapeutico a base di succhi e in seguito di vegetali crudi, e la sua completa guarigione. Dopo la pubblicità che è stata fatta a questo caso sono stato inondato di richieste, e sono avvenute le prime guarigioni di glioblastomi di 4° grado, e di carcinomi polmonari anche metastatici.

Ma come si è giunti a scoprire questa straordinaria e miracolosa “cura”? Semplice:

Sviluppavo nel frattempo una teoria, che chiamerò di Agnone essendo stata ideata in quella bella cittadina abruzzese, nel giro di una notte insonne a causa di una cena troppo pesante.
Si risolve praticamente nel sottrarre alla cellula neoplastica il suo nutrimento, che è costituito per la stragrande maggior parte dei tumori da glucosio come aveva dimostrato Warburg fino dal 1921, e attendere che le cellule sane riconquistino il sopravvento.
Lo ottengo adottando una alimentazione costituita pressoché unicamente da succhi di frutta e di verdura fresca e cruda, assieme a modeste quantità di frutta secca che si può utilizzare sotto forma di latte.


 
DA FUQ DID I JUST READ
Il Dottor Rege-Gianas (che è neurologo) in sostanza sostiene una teoria molto semplice, eccola la parola magica che fa capire cose estremamente complicate a tutti, eccolo qui il potere della Rete. Ma andiamo con ordine, il Dottore non ha pubblicato studi, non sono stati effettuati trial clinici, test o altro, ovvero non c’è nulla che provi scientificamente la veridicità di quello che sostiene di poter fare grazie alla sua “cura”. Cura che semplicemente mira a far morire di fame il tumore: affamando il corpo del paziente il tumore muore di fame prima dell’ospite. Cosa che, se fosse reale, si potrebbe ottenere con un’alimentazione chetogenica che nel giro di una quindicina di giorni esaurirebbe il glicogeno muscolare ma questo produrrebbe una reazione epatica che porterebbe l’organismo alla gluconeogenesi. Ovvero, siccome senza glicogeno non solo muoiono i tumori ma anche qualsiasi mammifero, l’organismo inizia ad “auto-produrre” il glucosio a partire dalle proteine. Ma se queste non vengono fornite tramite un’alimentazione normale allora l’organismo si “autodigerisce” perché l’organismo, per poter sostenere il sistema nervoso centrale è in grado di procurarsi il glucosio anche a digiuno.
 
digiuno cancro - 1
Come è possibile evincere dalla tabella leggendo alla voce glucosio il primo valore è riferito al tasso ematico immediatamente successivo a un pasto equilibrato (carbo, proteine e grassi) l’ultimo corrisponde a un digiuno estremo di cinque settimane. Nonostante il tempo lunghissimo il tasso ematico di glucosio resta a 3,60 millimoli. Questo valore indica che il povero organismo, anche se tenuto totalmente senza cibo, il modo per mantenere in vita il Sistema Nervoso Centrale col glucosio lo trova.
digiuno cancro - 2
Il grafico indica invece l’attivazione della gluconeogenesi, ovvero i processi epatici che innescano il recupero del glucosio dal glicogeno preso dai muscoli, tessuto epatico e da altre fonti. Come si può notare col passare del tempo l’organismo continua a riuscire a produrre glucosio ricavandolo dai depositi epatici e muscolari. Non solo non è affatto provato che diminuendo l’apporto di glucosio da fonti esterne si impedirebbe la proliferazione delle cellule malate “affamandole” ma nemmeno che il cancro non sia in grado di utilizzare il poco glucosio estratto dall’organismo stesso a suo vantaggio, uccidendo il paziente. La terapia proposta da Rege-Gianas ha anche un altro problema, stando a quanto è possibile sapere dalle interviste e dagli articoli che sono apparsi sui quotdiani. Infatti nei succhi di frutta, anche se estratti con macchinari sofisticati, troviamo una enorme percentuale d’acqua, una piccola parte di micronutrienti e tutto il resto è zucchero (fruttosio) basterebbe questo per far crollare tutto il resto della teoria sulla quale si basa la “terapia rivoluzionaria”. Se anche si potessero ottenere succhi di frutta e verdura del tutto privi di zucchero bisogna tener conto del fatto che, nel caso si una carenza di glucosio nel flusso ematico, l’organismo attraverso una serie di processi metabolici, converte composti non glucidici in glucosio, la progressione di questo processi è abbastanza complessa e segue vie differenti. È un processo piuttosto dispendioso dal punto di vista energetico e principalmente avviene nel fegato quindi la glicolisi necessaria a mantenere in vita il tumore non si arresterebbe né morirebbe necessariamente di fame. Tralasciando i dettagli particolari (ad esempio i fattori immunitari ed altre variabili) e rimanendo (come il Dottor Rege-Gianas) sul caso generale si può dire che il tumore ha teoricamente la possibilità di usare il proprio ospite come “carburante”. Quindi si può anche provare a smettere di mangiare (o a nutrirsi solo di particolari alimenti) per tentare di fermare il tumore ma la cellula tumorale differisce da quella normale non solo per la sua incapacità di controllare la divisione ma anche perché tecnicamente “non sa morire” ovvero non risponde ai meccanismi di apoptosi.
 
PREVENIRE, NON CURARE
Come spiega il Dottor Franco Berrino, lo stile di vita alimentare influenza con meccanismi diversi i tumori dell’apparato digerente, respiratorio e dell’apparato genitale. Il nostro modo di mangiare può influenzare la possibilità di ammalarsi, come anche la possibilità di prevenire l’insorgere della malattia. Questa è la cosa importante, un certo modo di alimentarsi non è in grado di curare un tumore, ma può sensibilmente contribuire a diminuire i rischi. Confrontate quello che dice Berrino da quello che invece dicono altri “terapeuti” che propongono LA cura definitiva ad ogni male.

 
NON CERCARE SU GOOGLE, RIVOLGITI AD UN MEDICO
Come difendersi invece da chi propone cure miracolose, magari senza fornire alcuna spiegazione scientifica? Lo spiega bene l’ultimo post di MedBunker un buon punto di partenza è NON cercare su Google la risposta alle vostre domande in fatto di medicina, rivolgetevi al vostro medico curante.
http://youtu.be/1shdBVVHV7g