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Cristian Raschi: il suicidio a Natale dell'ex ultras della Lazio

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cristian raschi

Cristian Raschi, ultras della Lazio agli arresti domiciliari, si è suicidato il 24 dicembre scorso con una pistola calibro 38. Il colpo è stato sentito dalla madre, che ha subito chiamato il numero unico delle emergenze. Quando sono arrivati i sanitari del 118 Cristian era ancora vivo, ma le sue condizioni erano disperate: la corsa al pronto soccorso dell’Umberto I, dove i medici hanno dovuto constatare la morte cerebrale dell’uomo, che è poi deceduto poco dopo.

Cristian Raschi: il suicidio a Natale dell’ex ultras della Lazio

L’uomo non poteva avere una pistola perché stava scontando una pena per il reato di usura. Ora quindi scatteranno le indagini per scoprire chi gliela ha data e perché. Molti ultras ed ex ultras della Lazio sono finiti nella retata del novembre scorso che ha portato in carcere i complici di Fabrizio Piscitelli, Diabolik ucciso al parco della Caffarella in un’esecuzione mafiosa.

cristian raschi

Raschi era stato ferito nel 2015 gravemente a colpi di arma da fuoco a San Basilio. Era arrivato intorno alle 5 all’ospedale Pertini, accompagnato da un amico, con ferite alle gambe e all’addome ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Raschi era fratello di Osvaldo, ex nazionale di boxe, soprannominato il “Cassano del pugilato”, deceduto due anni fa. La famiglia Raschi è originaria di Val Melaina. Osvaldo fu arrestato perché ritenuto membro di una gang che partecipò ai sequestri di Mirta Corsetti, giovane figlia di un ristoratore, e Luigi Amadio, proprietario di due cliniche romane.

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