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Sondaggio: i credenti in Italia diminuiscono

In soli cinque anni il numero di credenti cattolici è diminuito di quasi otto punti percentuali (esattamente di 7,7), mentre il numero di atei e agnostici è cresciuto di 5

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Un sondaggio sulla religiosità in Italia commissionato dall’associazione Uaar (Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti) alla Doxa e illustrato oggi dal Fatto Quotidiano racconta che in soli cinque anni il numero di credenti cattolici è diminuito di quasi otto punti percentuali (esattamente di 7,7), mentre il numero di atei e agnostici è cresciuto di 5 (passando dal 10 al 15 per cento). Si tratta di un dato di grande ampiezza e notevole rilevanza. Una rilevanza amplificata dal fatto che in questi ultimi cinque anni non è cresciuto nel Paese il numero di migranti di religione non cattolica.

Per confermare l’impressione che proprio di Secolarizzazione e non di un dato casuale e contingente si tratti, basta dare un’occhiata ai dati sulle differenze generazionali. Si scoprirà che tra i giovani del campione di età compresa tra i 15 e i 34 anni (compresi i tanti da poco reduci da catechismo e ora di religione) gli atei e gli agnostici superano il 22 per cento, mentre i credenti cattolici sono poco più del 50 per cento. Il numero di cattolici sale man mano che aumenta l’età degli intervistati fino a raggiungere il picco del 76,9 per cento tra gli ultracinquantacinquenni. Insomma, ogni nuova generazione sembra notevolmente meno religiosa di quella che l’ha preceduta.

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Il sondaggi DOXA commissionato dall’UAAR (Il Fatto, 10 maggio 2019)

In più racconta il pezzo di Marco Marzano, anche molti di coloro che si dichiarano credenti cattolici desiderano uno Stato laico e rigorosamente neutrale riguardo alla religione.

Quasi l’80 per cento degli intervistati (omogeneamente distribuiti su tutto il territorio nazionale e tra tutti i ceti e le classi sociali) dichiara infatti di desiderare un governo che operi tenendo conto in egual misura dei valori dei credenti e di quelli dei non credenti, e addirittura più dell’83 per cento si dichiara favorevole al principio di laicità, cioè alla completa separazione tra la Chiesa e lo Stato. Ben il 54 per cento degli intervistati dalla Doxa è favorevole alla tassazione integrale di tutti gli immobili della Chiesa e un altro 30 per cento è favorevole alla tassazione almeno di quelli dai quali la Chiesa ricava un reddito.

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