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Cos'è la Commissione Covid su Speranza voluta dal governo (e sostenuta dal Terzo Polo)

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Commissione Covid

Lo avevano promesso in campagna elettorale e potrebbe diventare – a breve – il primo atto concreto della nuova maggioranza parlamentare che sostiene il governo Meloni. Con tanto di appoggio da parte di una forza politica (figlia dell’unione tra altre due realtà) che – ma non è una sorpresa – si è lasciata andare a un fragoroso applauso davanti a quella che sembra essere una decisione imminente. Si parla della Commissione d’Inchiesta sul Covid: uno stratagemma tecnico-istituzionale per cercare di chiarire le eventuali responsabilità del governo (si fa riferimento al Conte-2) nella gestione della pandemia in Italia. Ovviamente il tutto sarà orchestrato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Ma anche il Terzo Polo è pronto a scendere in campo che per mesi hanno portato avanti una propaganda perpetua contro ogni decisione presa dall’esecutivo in carica e ora cercano di passare all’incasso. E nei punti chiave attorno a cui si snoderà questa commissione (che ancora non prevede ruoli e suddivisioni) non vengono mai citate le Regioni. Eppure la Salute nazionale è direttamente gestita dalla Sanità, come previsto dalla suddivisione dei poteri.

Commissione Covid, cos’è e su cosa vogliono indagare

Secondo Fratelli d’Italia – che ha portato avanti la battaglia per la creazione di una Commissione Covid per tantissimi mesi -, si dovranno chiarire tutti i “lati oscuri” della gestione pandemica fatta dal governo italiano. Il dito, ovviamente, è puntato su Giuseppe Conte. Ma il mirino è indirizzato, principalmente, contro l’ormai ex Ministro della Salute Roberto Speranza. I punti da cui partirà questa commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria italiana legata alla pandemia mondiale sul Covid sono sette:

  • Il mancato aggiornamento del piano pandemico (fermo al 2006);
  • Ritardi nell’attivazione del piano pandemico nonostante l’allarme lanciato dall’OMS il 30 gennaio 2020;
  • La posizione del Comitato Tecnico-Scientifico sulla mancata attivazione del piano pandemico;
  • Esisteva realmente un “piano segreto” nazionale per il contrasto del Covid?
  • La composizione della task force per la gestione dell’emergenza;
  • Il rispetto delle normative nazionali e internazionali durante le crisi epidemiologiche;
  • La natura dei rapporti tra Stato italiano, OMS e soggetti terzi prima della pandemia.

Ma c’è anche di più. Per il momento, secondo quanto rivelato da fonti interne alla maggioranza, non si parla delle chiusure commerciali e degli effetti economici delle decisioni prese dall’esecutivo allora in carica per contenere le prime ondate di contagi. Dunque, niente lockdown e altro. E neanche vaccini, tema che probabilmente – viste le ultime parole della nuova Presidente del Consiglio che dal suo scranno di Palazzo Madama ha messo in dubbio la loro efficacia – finirà all’interno del calderone della Commissione Covid più avanti.

Si scandaglierà, dunque, il fondale per cercare di affibbiare responsabilità sulla gestione del Covid, partendo dal piano pandemico (rimasto lì non aggiornato per anni, dal 2006, nonostante i diversi governi che si sono susseguiti). Ci sarà spazio anche per quel famoso report sull’OMS di Francesco Zambon. Poi si indagherà sugli introiti delle cause farmaceutiche durante questo periodo ed eventuali responsabilità del governo. Ma su questo argomento occorre ricordare un aspetto fondamentale: l’Italia ha ottenuto quota parte dei vaccini arrivati grazie a una trattativa sovranazionale condotta dall’Unione Europea.

Le parole di Speranza

Intervistato dal quotidiano La Repubblica, l’ex Ministro della Salute Roberto Speranza – l’obiettivo numero uno di questa imminente Commissione Covid – si è difeso dalla valanga di accuse che gli sono state mosse contro. Non solo oggi, ma anche nel corso degli anni in cui ha guidato il dicastero durante la pandemia:

“Io ho sempre deciso ascoltando la scienza. Andiamo a testa alta per tutto quello che abbiamo fatto. Mezza Europa ha seguito le nostre strategie”.

Gestione iniziale della pandemia (con i casi delle provincie di Bergamo e le chiusure della zona rossa), poi l’evoluzione guidata dei contagi attraverso la stretta alle interazioni sociali per evitare che il virus dilagasse con ancor più veemenza. Poi le mascherine, le terapie intensive, i vaccini e le cure. Dopo oltre due anni e mezzo – con la fase di convivenza con il virus iniziata solo grazie ai vaccini -, il centrodestra (appoggiato dal Terzo Polo) cerca in tutti i modi di cercare colpe e colpevoli.

(Foto/IPP/Gioia Botteghi)