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Cosa succede se usiamo male gli antibiotici

Giovanni Drogo|

A lanciare nuovamente l’allarme questa volta è il National Risk Register of Civil Emergencies inglese (l’equivalente del nostro Dipartimento per la Protezione Civile). Timeline della scoperta degli antibiotici (fonte: CDC.gov)

Timeline della scoperta degli antibiotici (fonte: CDC.gov)

 
BREVE STORIA DEGLI ANTIBIOTICI E DEI BATTERI FARMACORESISTENTI
Gli antibiotici sono una delle più importanti scoperte del Novecento in campo medico. La scoperta di Alexander Fleming risale al 1928 ma è solo a partire dalla metà degli anni Quaranta che l’uso degli antibiotici ha iniziato a diffondersi. Già nel 1945 Fleming, in occasione del suo discorso all’Accademia di Svezia per il Premio Nobel per la medicina, avvertì del pericolo che i batteri sviluppassero una resistenza alla penicillina da lui scoperta. La scoperta dell’esistenza di batteri e microbi farmaco-resistenti è sempre andata di pari passo alla diffusione degli antibiotici ed è stato qualcosa della quale medici e ricercatori sono sempre stati consapevoli. Il meccanismo che “genera” le nuove specie di batteri che non vengono debellate dai comuni antibiotici è abbastanza semplice. Gli antibiotici eliminano una particolare varietà di batteri, liberando in un certo senso la nicchia ecologica e lasciandola a disposizione di quei batteri che già hanno una resistenza ai farmaci. La “selezione” operata dagli antibiotici consente a questa seconda popolazione di batteri di crescere e prosperare.
Fonte: CDC.gov
Fonte: CDC.gov

È quindi l’uso stesso degli antibiotici a creare la controparte “super resistente”. Ed è per questo che questo genere di medicinali andrebbe sempre somministrato sotto la sorveglianza del medico. Il rischio per il paziente che assume gli antibiotici in autonomia e in modo inappropriato infatti non è solo quello di peggiorare l’infezione in corso ma anche quello di contribuire a diffondere il ceppo di batteri resistenti alle persone che lo circondano o con le quali viene in contatto. Troppe volte infatti si ricorre ad un antibiotico semplicemente prendendolo “perché si ha la febbre” o senza sapere esattamente quale tipo di infezione sia in corso nel nostro organismo. Ad esempio potrebbe essere un’infezione di origine virale per la quale gli antibiotici sono inutili. Gli antibiotici inoltre “colpiscono” una particolare popolazione di batteri e non sono un rimedio per tutte le malattie di origine batterica. Usandoli come in questo modo, sbagliando i dosaggi e la durata del trattamento, non solo non si guarisce ma si rischia di creare nel nostro organismo un ceppo di batteri resistente a quel farmaco.La diffusione dei ceppi di “super batteri” non avviene solo tra esseri umani ma anche (tramite la catena alimentare) da animale a uomo. Nell’allevamento industriale gli antibiotici non vengono utilizzati solo per curare le malattie del bestiame ma anche per promuovere e velocizzare la crescita degli animali. Tramite i fertilizzanti di origine animale, i batteri entrano anche all’interno del ciclo vitale delle piante destinate al consumo umano. Per questo la campagna di sensibilizzazione ad un corretto uso degli antibiotici deve essere svolta coinvolgendo tutti gli aspetti della salute pubblica. Non c’è motivo per farsi prendere dal panico, a maggior ragione dal momento che non si tratta di un’emergenza immediata, ma è importante saper sfruttare il tempo a disposizione per non doversi trovare in un futuro ormai prossimo a dover fronteggiare una situazione ben più grave di quella attuale.
Come si diffondono i batteri farmaco-resistenti. (fonte: CDC.gov)
Come si diffondono i batteri farmaco-resistenti. (fonte: CDC.gov)

Foto copertina: Wikipedia.org