Attualità

Le linee guida per la scuola: cosa succede con un positivo in classe

Nel momento in cui uno studente, un insegnante o un collaboratore dovessero presentare sintomi, andrà isolato, munito di mascherina, e dovrà tornare quanto prima a casa. Dopo sarà il Dipartimento di prevenzione territoriale della Asl competente a decidere, sia per eventuali quarantene sia per la riammissione a scuola

Ieri i sindacati e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina hanno dato il via libera al protocollo di sicurezza, l’ultimo tassello che mancava per le regole della riapertura delle scuole. Nel documento tra l’altro si spiega che non è detto che ci sia la quarantena per la classe se viene individuato un caso positivo al Covid.

Nel momento in cui uno studente, un insegnante o un collaboratore dovessero presentare sintomi, andrà isolato, munito di mascherina, e dovrà tornare quanto prima a casa. Dopo sarà il Dipartimento di prevenzione territoriale della Asl competente a decidere, sia per eventuali quarantene sia per la riammissione a scuola. L’istituto, con un caso positivo, dovrà attivare un monitoraggio attento con il Dipartimento per «identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l’insorgenza di un focolaio epidemico». È per questo che il protocollo suggerisce di identificare «un referente per l’ambito scolastico che possa raccordarsi» coi presidi per tracciare i contatti e elaborare una risposta immediata.

linee guida ritorno a scuola 14 settembre
Le linee guida per il ritorno a scuola a settembre (La Repubblica, 27 giugno 2020)

I momenti di ingresso e uscita vengono considerati i più critici per il rischio di assembramento, e quindi il protocollo invita le scuole a promuovere con una opportuna segnaletica e informazione le
regole da rispettare.

Spetterà a ogni istituto  stabilire come far mantenere il distanziamento sociale, ricorrendo anche ai famosi ingressi e uscite scaglionati, e usando anche accessi alternativi. Un solo genitore per volta potrà accompagnare il figlio, usando la mascherina per tutto il tempo che è nella scuola. L’accesso ai visitatori va ridotto: si privilegiano le comunicazioni a distanza. Laddove gli ospiti dovessero entrare a scuola, dovranno prenotare l’ingresso, comunicare i propri dati e recapiti, entrare e uscire da percorsi ad hoc indicati in maniera chiara.

Infine, snche a mensa bisognerà rispettare il distanziamento e, se necessario, gli studenti dovranno andarci in «fasce orarie differenziate». I locali dovranno essere ben areati e, regola che vale per tutti gli spazi comuni, i ragazzi dovranno rimanerci per un tempo «limitato allo stretto necessario». Il pasto non sarà più servito da pentole comuni, come accade ora nelle scuole dove c’è la cucina interna, ma distribuito già in mono-porzioni, in vaschette separate, insieme a posate, bicchiere, tovagliolo monouso, possibilmente compostabile. Per quanto riguarda le aree di distribuzione di bevande e snack, sarà il dirigente scolastico a stabilire, eventualmente nel regolamento di istituto, se potranno essere usate o no, e come, per «evitare il rischio di assembramento e il mancato rispetto del distanziamento».

Leggi anche: Salvini a Macerata: piazza piena o piazza vuota?