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Cosa ha deciso la Corte dei Conti sui voli di Stato di Matteo Salvini

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La Corte dei Conti ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul presunto uso indebito di 35 viaggi in aereo a bordo di velivoli a disposizione della Polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Ma il fascicolo è stato inoltrato alla procura di Roma per quanto di sua eventuale competenza.

Cosa ha deciso la Corte dei Conti sui voli di Stato di Matteo Salvini

Al termine dell’istruttoria, i pm della Corte dei Conti hanno concluso che si è trattato di un utilizzo illegittimo dei mezzi che teoricamente dovrebbero essere usati solo per alti fini istituzionali e non per ordinari spostamenti perché quei voli hanno rappresentato per l’ex ministro dell’Interno un vantaggio, anche se nel merito non c’è stato per le casse pubbliche un vero e proprio spreco. La parola passa a questo punto ai magistrati della procura di Roma. La storia venne raccontata per la prima volta da Repubblica in un articolo a firma di Gianluca Di Feo

Il 15 ottobre, reduce da sei comizi altoatesini e una convention a Monza, è dovuto correre a Palazzo Chigi. E si è fatto dare un altro aereo – sempre un P-180 – dai Vigili, che dipendono dal suo dicastero. Sì, tutte le forze dell’ordine – persino la Forestale – possiedono le “Ferrari dei cieli”: ne sono state acquistate una trentina per sostenere l’industria ligure, senza che si sapesse bene cosa farne.

Repubblica aveva individuato una ventina di trasferimenti alati grazie a Flightradar24, il sito che monitora il traffico aereo civile e soltanto in parte quello dei velivoli statali.

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Il pranzo di Salvini su un volo di Stato (da: Twitter)

All’epoca, la procura contabile del Lazio, guidata da Andrea Lupi, aveva aperto il fascicolo sull’uso del bimotore Piaggio P-180 – ribattezzato la “Ferrari dei cieli”– non solo per partecipare a eventi ufficiali ma anche per iniziative elettorali:

L’inchiesta di Repubblica ha individuato più di venti voli con mezzi della polizia e in un caso anche dei vigili del fuoco. Viaggi in cui iniziative di propaganda – 211 quelle a cui ha partecipato Salvini solo da gennaio – vengono agganciate a manifestazioni ufficiali. Come venerdì scorso. Alle 6.55 il leader della Lega sale a bordo del P-180 diretto a Reggio Calabria, dove un Augusta lo aspetta per raggiungere una cerimonia anti mafia, poi alle 12.12 riparte per Lamezia Terme e da lì in elicottero fino a Catanzaro per un comizio elettorale.

Alle 16.34, partenza per Napoli per un incontro in prefettura sull’arresto dei feritori della piccola Noemi e due ore dopo l’ultimo viaggio per Linate in vista dell’adunata degli alpini il giorno dopo. L’aereo della polizia si alza da Capodichino alle 19.22, venti minuti prima di un jet Alitalia per la stessa destinazione, che sarebbe costato molto meno: il P-180 ha interni di lusso e tocca i 750 chilometri orari, e un’ora di volo sul mercato privato costa almeno 4-5.000 euro.

Sul mercato privato il P-180 viene noleggiato per 4-5mila euro l’ora ma nel caso della flotta statale la spesa è circa la metà: il conto per i viaggi di venerdì scorso sarebbe quindi di circa 10 mila euro.

L’archiviazione della Corte dei Conti per i voli di Stato di Salvini

Per la magistratura contabile, anzitutto, “è appurato, effettivamente, che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del Ministro dell’Interno e di altro personale al seguito (scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, ecc.) 20 voli con aereo P.180 e 14 voli con elicotteri in dotazione al Dipartimento di P.S., nonché un volo con aereo P.180 in dotazione al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”. La normativa vigente del 2011, poi, prevede che i voli di Stato debbano “essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate” e che “i velivoli suddetti sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità, neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale”.

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Tutto questo per spiegare che è “illegittima la scelta di consentire l’uso dei menzionati velivoli per la finalità di trasporto aereo del Ministro e del personale al seguito”, ma “considerato che i costi sostenuti per tale finalità non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l’Amministrazione dell’interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del Ministro e di tutto il personale trasportato, al suo seguito”, per la Corte dei Conti non è possibile “dimostrare la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale, né, a fortiori, di procedere a una sua quantificazione”. Da qui la decisione di chiudere la vicenda con un decreto di archiviazione.

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