Economia

Cosa dicono gli stress test sulle banche italiane

Il Sole 24 Ore oggi pubblica un’anticipazione riguardo i risultati degli stress test per le banche italiane: dalle indiscrezioni sulle indicazioni della Vigilanza BCE si desume che soltanto il Monte dei Paschi di Siena, come si sa, si trova in acque difficili. Per le altre grandi i risultati sono tutto sommato positivi:

Sulla base delle indicazioni preliminari, stando alle indiscrezioni di fonti autorevoli che le singole banche non hanno voluto confermare, tra le 5 banche italiane coinvolte nello stress test solo Mps, come ampiamente previsto dal mercato, ha ottenuto una classifica deludente «bruciando» gran parte del Cet1 attuale nelle simulazioni di scenario avverso. Per le quattro grandi, si profila invece un esito positivo. Se per Intesa Sanpaolo si delinea un target addirittura ai massimi livelli tra le big europee, anche per Banco Popolare e Ubi Banca la «resistenza» allo stress rientrerebbe nella fascia elevata. Posizionandosi poco sopra a UniCredit, che risulterebbe comunque in zona «medio-alta». Non esistendo stavolta un parametro di riferimento individuato dall’Eba come soglia minima, l’unico livello di confronto può essere il 5,5% di Cet 1 stabilito in sede di stress test del 2014. Ebbene, a eccesione di Mps, le altre 4 banche italiane si posizionerebbero ben sopra tale livello con Intesa Sanpaolo addirittura su livelli quasi doppi del minimo.

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I Non Performing Loans nelle banche europee (Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2016)

Il nodo principale da risolvere per il sistema bancario italiano resta dunque quello di Mps che, proprio in vista dell’esito sfavorevole degli stress test e dei diktat della Vigilanza Bce, sta lavorando a un maxi-piano di cessione di crediti in sofferenza da 10 miliardi e un conseguente aumento di capitale che potrebbe essere compreso tra i 3 e i 4 miliardi. Per poter partire con l’implementazione del piano straordinario, però, serve un via libera da parte della Vigilanza Bce sull’impatto dei modelli di rating interni. Una risposta è attesa a inizio settimana, ma i tempi sono stretti (il 29 è convocato il cda di Mps in concomitanza con l’esito ufficiale degli stress test) e da Francoforte non si percepisce l’urgenza di una risposta. L’alternativa al piano privato, in caso di non approvazione da parte della Bce, può essere solo l’interveto dello Stato da discutere con l’Unione europea senza incorrere nei vincoli degli aiuti di Stato.