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Cosa c’è dietro l’ossessione del MoVimento 5 Stelle per le cartine elettorali

cartine elettorali

Sono giorni difficili per il MoVimento 5 Stelle. Il partito che per anni ha ripetuto ossessivamente “mai con il PD” e “mai con Forza Italia” e che si è sempre rifiutato di fare alleanze con qualsiasi partito o lista civica si trova nella spiacevole condizione (per loro) di doversi alleare con qualcuno per andare al governo. Che il MoVimento 5 Stelle voglia governare anche se non ha la maggioranza è chiaro: lo ha detto il Capo Politico Luigi Di Maio. Curiosamente però mentre il M5S cerca alleati con cui coalizzarsi continua a demonizzare l’idea di coalizione politica, disegnando un’Italia dove esiste solo il M5S.

Le fantastiche cartine del MoVimento 5 Stelle senza coalizioni

È necessario quindi giustificare questa decisione. Non basta dire che lo si fa “per il bene del Paese”. Perché è lo stesso argomento utilizzato da Bersani nel 2013 durante il famoso streaming con Vito Crimi e Roberta Lombardi. Dopo anni spesi a dire che il PD e Forza Italia sono il male assoluto il MoVimento 5 Stelle deve trovare una soluzione per far mandare giù la pillola ai suoi elettori. Il MoVimento 5 Stelle deve trasformarsi da partito a vocazione maggioritaria, che non è in grado di governare se non da solo (come avviene in tutti i comuni d’Italia dove c’è un sindaco del 5 Stelle) a partito di governo.

luigi di maio alleanza pd lega m5s - 1

E in Italia, nonostante tutti i buoni propositi dei pentastellati, si governa assieme agli altri. Le coalizioni le alleanze post elettorali volgarmente chiamati “inciuci” non sono il male assoluto. Sono il sale della democrazia. Perché chi governa lo fa a nome di tutti i cittadini, e non solo di chi lo ha votato. Certo, si può continuare ad andare a votare nella speranza che emerga una maggioranza chiara e che i cittadini (per esasperazione?) consegnino il potere ad un solo partito.

mappa del voto m5s coalizioni - 2

Non è quindi poi così strano che Luigi Di Maio utilizzi per i suoi post cartine elettorali prese dalle pagine “non ufficiali” del MoVimento 5 Stelle. Cartine che servono a dimostrare che se non ci fossero le coalizioni il MoVimento 5 Stelle avrebbe vinto ovunque. Le coalizioni non sono una cosa brutta o sporca, sono sì un modo per raccogliere consensi in maniera trasversale ma anche un sistema per consentire che chi va al governo rappresenti meglio tutte le componenti del corpo elettorale. E soprattutto non sono incostituzionali.

Il senso di Luigi Di Maio e del MoVimento 5 Stelle per i risultati elettorali

Secondo queste carine, che vengono condivise anche da eletti del M5S come Tiziana Ciprini per spiegare che in buona sostanza gli elettori sono stati fregati dalla legge elettorale. L’Italia raccontata dai 5 Stelle, quelli ufficiali e quelli non ufficiali, è la stessa: è tutta gialla. Ma la storia non si fa con i “se” e probabilmente “se non ci fossero state le coalizioni” il centrodestra si sarebbe presentato con un raggruppamento compatto – immaginiamo con un nome tipo “Popolo delle Libertà” oppure “Lega delle Libertà”.

tiziana ciprini mappa del voto m5s - 1

Secondo la narrazione del 5 Stelle se non ci fossero le coalizioni il M5S avrebbe la maggioranza assoluta. Ma non è così, perché gli elettori di centrodestra avrebbero continuato a votare per l’eventuale formazione di Salvini-Berlusconi-Meloni. L’assenza delle coalizioni non dà “matematicamente” la vittoria al MoVimento 5 Stelle.

tiziana ciprini mappa del voto m5s - 2

Ma possiamo già individuare uno dei leit motiv della nuova legislatura. Quella di Salvini che vuole governare l’Italia con “metà dei voti del MoVimento 5 Stelle”. La coalizione di centrodestra però ha preso (senza premi di maggioranza visto che non ha raggiunto il 40%) 12.147.611 di voti pari al 37% del totale. E del resto perché 10milioni di voti dovrebbero consentire al MoVimento di governare quando rappresentano meno di un terzo dei 32.825.399 elettori che hanno votato il 4 marzo?

luigi di maio alleanza pd lega m5s - 9
Fonte: Repubblica.it

Per la cronaca la cartina dell’Italia post-elettorale è completamente diversa dall’immagine che ne dà il MoVimento 5 Stelle. L’elaborazione grafica di Repubblica alla Camera (ma al Senato è sostanzialmente la stessa) mostra chiaramente come la ripartizione dei collegi plurinominali e uninominali data da Luigi Di Maio non corrisponda al vero. Senza dubbio al Sud il M5S ha vinto ovunque (anche se rimangono alcune “sacche di resistenza” del centrodestra in Calabria) ma al Nord il MoVimento 5 Stelle ha ceduto ovunque il passo alla Lega e a Forza Italia.

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Luigi Di Maio riesce a fare di meglio. Spiega che la cartina rappresenta “le regioni in cui il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica”. Ma se fosse così il M5S non avrebbe bisogno di cercare voti in Parlamento per varare il suo governo. Perché si è andati a votare con una legge che consentiva ai partiti di coalizzarsi e quindi quella cartina non racconta la verità. Racconta solo la verità che il M5S vuole raccontare agli elettori nel tentativo di far credere che essendo la maggioranza nel Paese è naturale che governino. Ma se davvero sono maggioranza del Paese non avrebbero bisogno di cercare alleanze, “collaborazioni” o “convergenze programmatiche” (tutti eufemismi per evitare di usare la parola inciucio) con altri partiti. Allora perché Di Maio non va a governare da solo? Perché è disposto a non tenere conto della volontà di quel 37% di elettori che ha deciso di mandare al governo Salvini e il centrodestra?