La macchina del funky

Cosa c'è dietro la strategia della scrofa del M5S

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Il post di ieri sul blog di Grillo che dipingeva Renzi come una scrofa ferita fa parte di una strategia precisa da parte del MoVimento 5 Stelle. Lo scrive oggi Ilario Lombardo sulla Stampa, sostenendo che deriva dal fatto che i grillini vogliono premere il più possibile sugli indecisi e sui giovani per portarli alle urne visto che il no è in vantaggio ma il pericolo è che chi oggi dice che voterà no il giorno delle consultazioni rimanga a casa:

Ed è proprio questo il tasto su cui il M5S vuole premere il più possibile negli ultimi giorni prima delle urne: i giovani, che assieme ai disoccupati rappresentano l’elettorato forte dei pentastellati. C’è del metodo insomma in questa aggressività, anche se forse è scivolata un po’ troppo in là, e lo dimostra il fastidio di molti parlamentari M5S nel leggere il paragone della scrofa. Sembra infatti, a sentire fonti interne, che il post sia sfuggito all’ultimo step di controllo prima della pubblicazione. La strategia di queste ore è figlia di un’attenta analisi del disinteresse verso il referendum in quello che viene definito «lo zoccolo duro degli elettori del M5S». Ma non solo. In telefonate tra la Casaleggio Associati, che mette materialmente in pagina e spesso scrive i post, Grillo, che dà l’ok, e il M5S a Roma, è stato deciso di passare al contrattacco dopo il caso firme false di Palermo che ha scatenato l’artiglieria dei renziani contro il M5S. «Stanno giocando sporco, dobbiamo rispondere…», è stato l’input.

sondaggi referendum 3
I risultati di IGF per Il Fatto (18 novembre 2016)

Ma l’escalation ha altri e più profondi motivi, frutto di una preoccupazione montante. Grillo ha fiutato l’aria: gli ultimi dieci giorni sono decisivi, e di solito premiano chi batte molto sulla stabilità. Tradotto: Renzi può recuperare e ripetere le performance a cui gli italiani erano abituati con Silvio Berlusconi, capace di rianimare una contesa ogni volta data per spacciata. I 5 Stelle leggono i sondaggi e hanno capito che gli indecisi sono tali perché tentati dal votare Sì. Chi ha già deciso per il No, difficilmente si schioda dalle sue convinzioni. Ma tra chi dichiara che voterebbe No – ed è questo il nodo della riflessione degli strateghi M5S – c’è tanta gente che a votare potrebbe non andarci proprio. Soprattutto al Sud dove la vittoria del No è prevista schiacciante, ma dove l’ astensionismo è altissimo.

Gli ultimi sondaggi sul referendum costituzionale


Insomma il M5S sta tentando di “scaldare il cuore” di chi a votare non va o va a votare per protesta: è il bacino elettorale dei grillini e va mobilitato negli ultimi giorni per convincere ad andare a votare.

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