Politica

Cosa c’è da capire sul no di Mattarella al secondo mandato

Un bis al Quirinale sembra esser stato definitivamente escluso dal Presidente della Repubblica. Ma le parole pronunciate ieri hanno un valore e un significato molto più profondo dell’apparenza

Sergio Mattarella

Parlare ai bambini affinché il politico intenda. L’annuncio di Sergio Mattarella davanti agli studenti della scuola primaria Geronimo Stilton di Roma ha condizionato molti dei discorsi dei partiti nelle ultime 24 ore. Il Presidente della Repubblica, di fatto, ha confermato quanto già detto in passato: no a un suo secondo mandato (come invece fece Giorgio Napolitano) al Quirinale. Una posizione già emersa in occasione del suo messaggio di fine anno dello scorso 31 dicembre e ribadita il 2 febbraio. Ma le parole pronunciate ieri hanno creato il classico mare magnum politico, con i partiti che – anche in questa occasione – si sono divisi. Ma quali possono essere i piani futuri dell’attuale Capo dello Stato?

Le posizioni dei vari partiti

Sono vecchio, tra otto mesi potrò riposarmi“. Con questa risposta agli studenti, Sergio Mattarella ha messo la parola fine sulla sua esperienza da Presidente della Repubblica italiana. Parole che hanno riattivato immediatamente il dibattito politico attorno all’elezione del nuovo inquilini del Quirinale. Da una parte ci sono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e LeU che proseguono nella loro “richiesta” di un prosieguo di questa esperienza almeno fino al termine della legislatura (perché poi, dalla prossima, ci sarà anche l’effettivo taglio dei parlamentari); dall’altra c’è la Lega con Matteo Salvini che continua a caldeggiare il nome dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi come capo dello Stato.

La posizione del Carroccio, dunque, offre uno spaccato sul futuro di questo esecutivo: il mandato di Mattarella scade a febbraio e un’ascesa al Colle dell’ex numero uno della BCE comporterebbe un cambio alla guida dell’esecutivo (o del governo stesso, con addirittura un’altra maggioranza che, a questo punto, potrebbe passare dalle urne).

Sergio Mattarella e il suo no al secondo mandato: cosa c’è da capire

In attesa di capire cosa accadrà (ma quella del Quirinale potrebbe essere la variabile impazzita in grado di far saltare il banco) occorre analizzare alcuni aspetti emersi dopo le parole di Sergio Mattarella. Innanzitutto, come accadde già con Napolitano, il terzo “no” al bis arrivato ieri non certifica una decisione ufficiale da parte del Capo dello Stato: mancano ancora otto mesi alla scadenza del suo mandato e le questioni politiche in ballo potrebbero riportare a una decisione del tutto differente rispetto a quel che appare oggi. Dopodiché, come riporta il Fatto Quotidiano, c’è un aspetto che il Capo dello Stato vuole far emergere con questa sua posizione.

Il suo bis seguirebbe quello di Napolitano nel 2013 e di fatto normalizzerebbe nella prassi costituzionale quella che dovrebbe essere un’eccezione. Manifestare una volontà, però, non significa che questa venga confermata sino in fondo. Pure Napolitano cambiò idea dopo aver affermato pubblicamente il contrario e al Quirinale ne sono perfettamente consapevoli. Anche per questo, e nonostante i tre no, “non si può escludere nulla”.

Le carte, dunque, sono sul tavolo. E quel che accadrà non avrà riverberi solo sul Quirinale, ma anche sull’attuale assetto governativo del nostro Paese.

(foto IPP/spgr/ammendola)