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Cosa hanno capito i grillini dell'sms di Luigi Di Maio

luigi di maio raffaele marra

Raffaele Marra sta diventando sempre di più la nemesi del Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Domenica, intervistato da Lucia Annunziata, il deputato Cinque Stelle ha raccontato la solita storia ovvero che dopo l’incontro con Raffaele Marra “il MoVimento 5 Stelle ha continuato a chiedere di allontanarlo”. Un’affermazione che già stona con quanto dichiarato proprio da Di Maio il primo luglio 2016 quando una giornalista gli chiese: «Condividete la scelta di un ex alemanniano come Marra?». La risposta di Luigi Di Maio fu: «Guardi, io penso soltanto una cosa: chi ha distrutto questa città non fa parte della nostra squadra. Chi in questi anni ha mostrato buona volontà ed ha competenza e storia personale all’interno della macchina amministrativa ci venga a dare una mano». L’incontro a cui fa riferimento Di Maio però è andato in scena cinque giorni dopo, il sei luglio, e dopo quell’incontro Marra è rimasto al suo posto fino a che non fu arrestato nel dicembre 2016.
di maio sms marra grillini

Le reazioni dei parlamentari a Cinque Stelle

Oggi però Repubblica e Corriere della Sera hanno pubblicato il testo di uno SMS inviato da Di Maio alla sindaca Raggi e da quest’ultima inoltrato a Marra nel quale Di Maio non sembra affatto avere l’intenzione di cacciare Marra: «Quanto alle ragioni di Marra… lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla». Quel messaggio è datato 10 agosto, quindi poco più di un mese dopo il famoso incontro tra Di Maio e Marra durante il quale, secondo il Vicepresidente della Camera, il MoVimento avrebbe chiesto l’allontanamento di Marra. Di Maio non ha ancora detto nulla sulla questione ma già alcuni parlamentari pentastellati si sono fatti avanti per difenderlo parlando di attacco strumentale dei giornali come fa il deputato Gianluca Vacca su Facebook:

Anche oggi ennesimo attacco falso e strumentale da parte della cartastraccia chiamata quotidiani. Si prende il testo di un sms, lo si taglia e cuce solo per alimentare la macchina del fango, nel patetico tentativo di provare a coinvolgere anche Luigi Di Maio. Oltre a essere in totale malafede, sono anche stupidi. Non hanno capito che questo squallido sciacallaggio ha come unico risultato quello di accelerare la loro crisi e intaccare ulteriormente quel poco che resta della loro credibilità.

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Oppure di “menzogne della stampa di regime” come fa invece Mario Michele Giarrusso spiegando che nel testo completo del messaggio Di Maio ribadisce che “Marra non può restare”:

Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo (di Marra, ndr)? In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così.

La tesi difensiva quindi è che Di Maio ha continuato a chiedere le dimissioni di Marra ma al tempo stesso il deputato Cinque Stelle spiega che in quel famoso incontro lui ha semplicemente ascoltato le ragioni dell’ex capo di gabinetto della sindaca. Questa prima parte del messaggio pur alleggerendo in maniera parziale la posizione di Di Maio getta un’ombra sul livello degli accertamenti dello staff sugli uomini al servizio dei politici pentastellati e soprattutto inguaia Virginia Raggi che avrebbe quindi avuto l’ultima parola su Marra. Nel frattempo Alessandro Di Battista continua ad essere latitante sulla questione.
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Il popolo della Rete ha scoperto il complotto ai danni di Luigi Di Maio

Anche diversi attivisti pentastellati sposano la tesi della “macchina del fango” contro il MoVimento Cinque Stelle. Di fatto però Di Maio ha taciuto su questi messaggi e il mantra della trasparenza ne risulta ulteriormente compromesso. Di particolare interesse per i difensori d’ufficio di Di Maio è quella definizione di Di Maio su Marra (“è un servitore dello Stato”). Gli avvocati/attivisti spiegano che non è un complimento a Marra ma un dato di fatto dal momento che Raffaele Marra è un ex ufficiale della Guardia di Finanza e quindi in quanto tale servitore dello Stato come tutti gli appartenenti ai corpi di polizia e alle forze armate.
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Non manca chi chiede, come è prassi, perché Repubblica o i giornaloni non parlano delle accuse a Sala o degli arresti a Milano
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Altri ricordano che Marra lavorava per il Comune già con Alemanno è che è stato inquisito e arrestato in seguito alla sua nomina. Un altro merito dei Cinque Stelle che riescono a trovare il marcio e a portarlo alla luce.
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C’è chi invece preferisce ricordare le parole profetiche della Cassandra del M5S che durante la campagna elettorale per le amministrative aveva paventato il rischio che i partiti si accordassero per far vincere il MoVimento a Roma in modo da affossarlo politicamente.
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E non ci è voluto molto a scoprire il vero motivo che sta dietro all’attacco dei giornali contro Virginia Raggi: l’obiettivo è Luigi Di Maio. I giornali di regime infatti hanno messo in atto una “guerra preventiva” per mettere in cattiva luce quello che in molti ritengono sarà il candidato premier del M5S.
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Quello che sfugge però è che è proprio il fatto che Di Maio continuò a non dire tutta la verità sull’affaire Marra e a creare i veri danni per il MoVimento. “Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo (di Marra, ndr)? In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così”, è il passaggio della chat del 10 agosto 2016 – che l’ANSA ha potuto visionare – tra Luigi Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi nella quale i due esponenti M5s parlano del ruolo e del futuro di Raffaele Marra dopo che, all’inizio luglio, quest’ultimo aveva incontrato il vice presidente della Camera. A Di Maio, si legge ancora nella chat, la sindaca di Roma replica: “Pignatone mi risponderà quanto prima, l’elenco conteneva una prima tranche da 20 nominativi. Stanno effettuando le verifiche”. Nella chat compare anche il passaggio contenuto, secondo quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, nello smartphone di Marra, attualmente detenuto al Regina Coeli. Di Maio, sempre il 10 agosto, scrive infatti alla Raggi: “Quanto alle ragioni di Marra. Aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. E’ un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla”.

Leggi sull’argomento: La chat completa di Luigi Di Maio e Virginia Raggi su Raffaele Marra