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Perché Patrick Zaki aveva le mani nere? (non c'entrano nulla le torture)

neXt quotidiano|

mani patrick zaki

Hanno destato preoccupazione le mani di Patrick Zaki, ritratte nell’abbraccio che il giovane ha potuto dare a sua madre, alla sua fidanzata e a sua sorella che lo stavano aspettando fuori dal commissariato di Mansoura. Oggi il giovane studente egiziano residente a Bologna è uscito di prigione dopo 22 mesi di carcere preventivo, ed è apparso in buone condizioni. Intervistato da una giornalista di Repubblica, Francesca Caferri, nei momenti immediatamente successivi alla scarcerazione, Zaki ha voluto rassicurare tutti: “Non preoccupatevi, soltanto un problema con le scale prima di uscire”. Non è chiaro se si riferisca al fatto che il corrimano fosse sporco, oppure magari ancora con la vernice fresca. Fatto che che il suo sorriso e i suoi pollici all’insù escludono al 100% il fatto che siano segni di torture, come qualcuno aveva immaginato.

“Tutto bene, forza Bologna”, ha detto il giovane nel breve tratto che lo separava dal commissariato di Mansoura all’auto con la quale i suoi familiari sono andati a prenderlo. “Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi”, ha commentato all’agenzia Ansa il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury. “E quell’abbraccio – ha aggiunto – arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse. Un abbraccio soprattutto ai mezzi di informazione che hanno tenuto alta l’attenzione per questi 22 mesi. Ora che abbiamo visto quell’abbraccio aspettiamo che questa libertà non sia provvisoria ma sia permanente. E con questo auspicio arriveremo al primo febbraio, udienza prossima”.