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Coronavirus Roma: i contagi del focolaio di Fiumicino salgono a 12

Su 1300 tamponi eseguiti da venerdì scorso per il focolaio dell’Indispensa Bistrot a Fiumicino ad oggi sono risultate positive in totale 12 persone. Oltre alle 8 già note tra i contagiati ci sono altri due coinquilini del primo paziente, un ragazzo legato all’attività Indispensa e un cliente, che è asintomatico ma pur sempre positivo al virus

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Su 1300 tamponi eseguiti da venerdì scorso per il focolaio dell’Indispensa Bistrot a Fiumicino ad oggi sono risultate positive in totale 12 persone. Oltre alle 8 già note tra i contagiati ci sono altri due coinquilini del primo paziente, un ragazzo legato all’attività Indispensa e un cliente, che è asintomatico ma pur sempre positivo al virus. Lo fa sapere il sindaco Esterino Montino su Facebook.

Coronavirus: i contagi dell’Indispensa Bistrot salgono a 12

“L’indagine epidemiologica prosegue – aggiunge Montino – anche se il flusso di persone al drive-in di Casal Bernocchi sta, naturalmente, calando. Anche sulla base di una valutazione fatta congiuntamente con la Asl e l’assessorato alla Salute della Regione, possiamo affermare che si tratta comunque di un fenomeno molto circoscritto e sostanzialmente limitato alla cerchia di persone direttamente legate all’azienda. Possiamo affermare serenamente che si può venire sul nostro territorio e frequentare le nostre attività con tranquillità. Rispettando le regole, chiunque voglia passare una giornata sulle nostre spiagge o venire in uno dei nostri ottimi ristoranti, può farlo senza timore”.

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“Bisogna, però – ribadisce il sindaco di Fiumicino – avere particolare attenzione e cura nell’osservare le prescrizioni previste per limitare il più possibile il contagio e questo riguarda tutte le città e le regioni. È necessario che anche i clienti facciano la propria parte rispettando le distanze, lavandosi frequentemente le mani e indossando la mascherina. I gestori delle attività, allo stesso modo, devono compilare scrupolosamente i registri, far mantenere le distanze ai clienti e mettere loro a disposizione il gel disinfettante, oltre a usare la mascherina anche dentro le cucine. Prendere nome, cognome e numero di telefono dei clienti e’ un obbligo: non bisogna sentirsi in imbarazzo nel farlo ne’ rifiutarsi di fornire i propri dati”. Intanto, sottolinea Montino, “dal canto nostro proseguono i controlli. Oltre a 100 volontari sparsi su tutte le nostre spiagge, al drone della Protezione Civile, ai quad e le moto d’acqua della Misericordia, la Polizia Locale verifica regolarmente la situazione nelle strutture. Con la collaborazione di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di porto sono state emesse diverse sanzioni e imposta la chiusura ad alcuni locali. Già prima delle ultime vicende, erano 7 le attività in cui sono state trovate irregolarità sull’osservanza delle regole anti covid. Durante l’ultimo week end, poi, sono state sanzionate altre tre strutture prive di registri dei clienti. Per questo rinnovo il mio appello: venite a passare una giornata sul nostro territorio che rimane sano e accogliente, ma senza dimenticare che ad ognuno di noi e’ chiesto di rispettare alcune regole per il bene di tutte e tutti”.

Sul caso della chiusura per Covid 19 del bistrot e del chiosco di Fiumicino i titolari delle due attività commerciali hanno dato mandato al proprio legale di “proporre denuncia-querela per epidemia colposa e per lesioni personali”. L’Avvocato Massimiliano Gabrielli, in una nota, spiega “che il Bangladesh è tuttora classificato dall’Oms come paese ad alto rischio epidemiologico (al secondo posto dopo l’India), e che prima dell’arrivo del bengalese posto in isolamento fiduciario il 22 giugno, già 48 ore prima un altro passeggero sintomatico sbarcato dal Bangladesh era risultato positivo ai test, e ricoverato al Policlinico Umberto I aveva confermato di essersi sentito male fin da prima della partenza”. “Se ci sono delle responsabilità’ – spiega – queste sono a monte dei gestori del locale che stavano lavorando nel pieno rispetto delle regole, e le andremo a stanare attraverso la nostra querela ed una interrogazione parlamentare proposta stamane dal Senatore Denuncia Vecchis di Fiumicino; non è accettabile che chi è preposto ai controlli sulla salute pubblica si affidi all’autoisolamento ed alla buona volontà di stranieri provenienti da paesi in cui il virus circola liberamente tra la popolazione, non verificando dove queste persone, vadano a stare e con chi”, prosegue l’Avvocato Gabrielli. “Allo stato attuale su 1.300 tamponi eseguiti dalla Asl Rm3 tra dipendenti e clienti del bistrot – conclude Gabrielli – sono risultati positivi solo i due titolari e due dipendenti non a contatto con il pubblico; i familiari dei gestori ed i clienti che si sono sottoposti in via precauzionale ai test sono risultati tutti negativi. Un solo altro soggetto è risultato positivo al Coronavirus, ma il collegamento come cliente dell’attività Indispensa con lo stesso cluster arrivato a Fiumicino dal Bangladesh non è stato confermato”.

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