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Il Coronavirus sta facendo una strage a New York

731 è il numero di morti comunicati oggi, per un totale di 5.489. Il totale dei contagiati sale a 138.836, più della metà di tutto il Paese. La comunità afroamericana è particolarmente colpita e l’epidemia fa da cassa di risonanza alle disuguaglianze sanitarie, sociali ed economiche

Il Coronavirus SARS-COV-2 sta facendo una strage nello stato di New York. 731 è il numero di morti comunicati oggi, per un totale di 5.489. Ieri erano stati 599, domenica 594. Il totale dei contagiati sale a 138.836, più della metà di tutto il Paese, che ha registrato finora circa 374mila casi di COVID-19. Lo stato di New York resta il più colpito, seguito dal New Jersey con 41.090 contagiati e oltre mille morti. Al terzo posto il Michigan con più di 17 mila casi e 727 decessi.

Il Coronavirus sta facendo una strage a New York

I dati sono stati comunicati da Andrew Cuomo durante la quotidiana conferenza stampa di aggiornamento sull’emergenza in cui il governatore dello Stato di New York ha voluto riservare un pensiero alle vittime. Dal 2 al 6 aprile, secondo i dati mostrati da Cuomo, a New York le vittime del Coronavirus sono state complessivamente 3.116. La situazione è resa ancor più preoccupante e il bilancio più pesante dal fatto che nel vicino New Jersey i casi di pazienti positivi sono schizzati a oltre 41.000 con oltre mille morti.

Per far fronte all’emergenza la Cattedrale episcopale di St. John the Divine diventerà un ospedale da campo. Il vasto edificio – è la cattedrale in stile gotico più grande del mondo – ospiterà nella sua navata a partire dalla fine di questa settimana nove tendoni climatizzati in grado di accogliere 200 posti letto, mentre la cripta sottostante sarà destinata a “zona di preparazione” per i medici. È la prima volta che la chiesa, che si erge a pochi isolati dal campus della Columbia University ed è sede della diocesi episcopale di New York, viene usata come ospedale. L’iniziativa è frutto di un accordo con il gruppo evangelico Samaritan’s Purse che nelle ultime settimane ha installato ospedali da campo a Cremona e a Central Park. Presteranno servizio medici e infermieri dell’adiacente Mount Sinai Morningside Hospital.

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Le statistiche sul focolaio di Coronavirus a New York (fonte)

“Tradizionalmente, in passato, cattedrali sono state usate a questo scopo, ad esempio durante le epidemie di peste. E’ nuovo per noi, ma non per le cattedrali”, ha detto il reverendo Clifton Daniel, rettore dell’edificio di culto. Samaritan’s Purse fa capo al reverendo Franklin Graham, un leader religioso conservatore criticato per le posizioni anti-islamiche e anti-gay che fanno a pugni con l’atteggiamento progressista dei religiosi di St. John The Divine e della chiesa episcopale in generale. “Dobbiamo mettere le nostre divergenze da parte”, ha detto Graham per rassicurare chi teme discriminazioni tra i malati: “Non siamo qui per parlare di nozze omosessuali, ma per salvare vite”. In una conferenza stampa la scorsa settimana, il sindaco Bill De Blasio aveva assicurato che Samaritan’s Purse si è impegnata a rispettare le leggi della città nel garantire a tutti le cure a prescindere da opinioni, fede religiosa o orientamento sessuale.

Gli afroamericani più colpiti da COVID-19

Negli Usa la comunità afroamericana è particolarmente colpita dal Coronavirus e l’epidemia fa da cassa di risonanza a disuguaglianze sanitarie, sociali ed economiche già esistenti. A Chicago la metà dei contagiati e il 72% delle vittime del Covid-19 sono afroamericani, riferisce la Bbc riportando le statistiche ufficiali del capoluogo dello Stato dell’Illinois, dove questa comunità rappresenta il 30% della popolazione totale. In base al bilancio diffuso il 5 aprile, a Chicago tra gli afroamericani i contagi sono 1.824 contro 847 tra i bianchi, 478 nella comunità ispanica e 126 in quella di origine asiatica. Stesso divario tra le vittime, finora 98, che nel 72% dei casi sono residenti neri. A livello dell’intero Stato dell’Illinois, gli afroamericani sono il 41% dei contagiati e deceduti da nuovo coronavirus, pur rappresentando solo il 14% dell’intera popolazione. Stesso squilibrio si verifica a Detroit (Michigan), a Milwaukee (Wisconsin), a New Orleans (Louisiana) e persino a New York, tutti focolai di Covid-19.

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Il Coronavirus negli Stati Uniti e il confronto delle curve con la Lombardia (Corriere della Sera, 7 aprile 2020)

A Chicago il commissario cittadino per la salute pubblica, Allison Arwady, ha riferito che giù prima della pandemia in media i residenti neri del capoluogo vivono 8,8 anni in meno rispetto ai concittadini bianchi. Lo stesso sindaco, Lori Lightfoot, ha dichiarato che il Covid-19 sta “devastando la Chicago nera”, sottolineando che “diabete, patologie cardiache e malattie respiratorie sono davvero prevalenti” all’interno della comunità nere, rendendole maggiormente vulnerabili al virus. Secondo Alderman Jason Ervin – esponente del blocco di assessori del Consiglio comunale di Chicago che rappresenta bisogni e interessi delle locali comunità nere – a pesare negativamente sarebbe anche il mancato rispetto in alcuni quartieri della città delle consegne di confinamento a casa e altri misure di distanziamento sociale.

Il sindaco sta valutando la possibilità di istituire un coprifuoco nelle zone in cui la gente si raduna davanti ai negozi che vendono bevande alcoliche. Nel Michigan gli afroamericani sono il 14% della popolazione ma da soli totalizzano il 33% dei contagi e il 41% dei decessi, contro rispettivamente il 23% e il 28% tra i bianchi. Da solo il capoluogo di Detroit – con l’80% di residenti neri – e i suoi sobborghi registrano l’80% dei casi dell’intero Stato. Stesso scenario nella contea di Milwaukee, dove la comunità afro è colpita nel 50% dei casi positivi e nell’81% dei decessi, finora 27 in tutto, pur rappresentando il 26% dei residenti. In Louisiana il 40% dei morti si è registrato a New Orleans, dove la maggior parte della popolazione è nera. Anche lì tassi più elevati di obesità, diabete e ipertensione si riscontrano tra i residenti neri rispetto alla media nazionale, aumentando così la loro vulnerabilità al nuovo coronavirus. “Negli Usa le disparità razziali ed economiche vengono amplificate dalla pandemia. Espone davvero le linee di faglia della nostra società. Altro che ottimo equalizzatore”, ha sottolineato Cameron Webb, fisico afro-americano candidato al congresso nello Stato della Virginia, in riferimenti all’iniquo accesso alla sanità.

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