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Coronavirus: le fosse comuni a New York

Le immagini shock riprese da un drone e pubblicate oggi dalla Bbc online, che raccontano dell’emergenza coronavirus nell’area. La fossa comune si trova a Hart Island, al largo del Bronx, che da oltre 150 anni viene utilizzata per seppellire chi non può permettersi funerali o posti al cimitero

fosse comuni coronavirus new york

Bare sepolte una accanto all’altra in fosse comuni vicino New York. Sono le immagini shock riprese da un drone e pubblicate oggi dalla Bbc online, che raccontano dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 nell’area. La fossa comune si trova a Hart Island, al largo del Bronx, che da oltre 150 anni viene utilizzata per seppellire chi non può permettersi funerali o posti al cimitero.

Coronavirus: le fosse comuni a New York

Lo Stato di New York conta adesso un maggior numero di casi di Coronavirus rispetto a qualsiasi Paese del mondo eccetto gli Usa: è quanto emerge dal bilancio aggiornato della Johns Hopkins University. Il bollettino dell’università americana segna un totale di 161.807 casi nello Stato di New York (di cui ben 87.028 a New York City), con un aumento di oltre 10.000 casi nelle ultime 24 ore. Il solo Stato di NY, che ha circa 19,5 milioni di abitanti (2018), supera quindi anche la Spagna, che registra 153.222 contagi ed occupa il secondo posto dopo gli Usa (466.299) nella classifica dei Paesi con il maggior numero di casi di Covid-19.

Ieri si è intanto registrato il più alto numero di decessi legati al coronavirus nello Stato di New York: 799. Finora i morti nello Stato, il più colpito degli Stati Uniti dalla pandemia di coronavirus, sono almeno 7.067. “Stiamo appiattendo la curva, questa è una buona notizia, ma non possiamo rilassarci” ha detto Cuomo. Il governatore ha notato che circa 18.000 persone (un numero in calo rispetto a ieri) sono ricoverate negli ospedali statali e diminuiscono anche i ricoverati in terapia intensiva. Stando agli ultimi dati dell’universita’ Johns Hopkins, negli Stati Uniti, ci sono almeno 432.596 casi e 14.831 morti a causa del coronavirus.

La Fed scende in campo

Intanto la Fed intende usare con “forza” e in modo “proattivo e aggressivo” tutti i suoi poteri fino a che la ripresa economica non sarà avviata. La rassicurazione di Jerome Powell accompagna il nuovo maxi piano di misure lanciato dalla banca centrale americana per sostenere l’economia: un bazooka da 2.300 miliardi di dollari diretto non solo a Wall Street ma anche a ‘Main Street’, ovvero alle imprese, agli stati e alle città americane, spingendosi fino alla possibilità di acquistare junk bond. L’annuncio spinge le borse, con l’Europa che chiude tutta in territorio positivo. Piazza Affari segna un rialzo dell’1,39 sostenuta anche dal pieno registrato all’asta Btp e da uno spread che chiude stabile a 194 punti. Wall Street avanza decisa e chiude in rialzo. Il Dow Jones sale dell’1,20%. Il Nasdaq avanza dello 0,77% mentre lo S&P 500 guadagna l’1,44% archiviando la settimana in rialzo del 12%, in quello che è il maggior rialzo settimanale dal 1974. Con la sua corda Wall Street ignora il calo della fiducia dei consumatori ai minimi dal 2011 e la nuova gelata sull’occupazione. Le richieste di sussidi sono infatti aumentate nuovamente in modo vertiginoso, schizzando la settimana scorsa a 6,61 milioni.

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Nelle ultime tre settimane, ovvero da quando sono scattate le restrizioni e le chiusure per contenere il coronavirus, sono stati quasi 17 milioni gli americani che hanno perso il lavoro, ovvero più di quelli che l’ultima recessione ha prodotto in due anni. Constatando la “velocità allarmante” con cui l’economia americana sta deteriorando, Powell prevede un secondo trimestre “molto debole” con un tasso di disoccupazione che salirà, e salirà di molto. Ma, cerca di rassicurare, sarà un fenomeno temporaneo: la ripresa, quando ci sarà, sarà “robusta”. La Fed – spiega Powell – ha un importante ruolo da giocare in questo quadro ma non va dimenticato che la banca centrale ha poteri per l’erogazione di finanziamenti e prestiti e non poteri di spesa. Questi fanno capo alla politica di bilancio che, in momenti di crisi come quello attuale, deve sfoderare tutta la sua forza per aiutare le imprese e i lavoratori in difficoltà e costretti a casa non per colpa loro.

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