Economia

Contratti temporanei, cosa cambia con la riforma

Dagli stage ai dottorati, dai tirocinii ai contratti di un giorno: per i contratti temporanei dovrebbe cambiare molto con il Jobs Act di Matteo Renzi anche per le forme contrattuali più atipiche e quelle che nascondono spesso precarietà e sfruttamento. L’infografica sui contratti di lavoro:
contratti temporanei 1

Esistono decine di forme contrattuali temporanee. Rapporti di lavoro autonomo che in realtà celano rapporti di subordinazione: dalle 400 mila false partite Iva che si stima ancora ci siano, agli associati in partecipazione, a una parte dei 650 mila collaboratori. Per non parlare del lavoro nero, con i suoi 2,8 milioni di addetti. E di quello grigio:per esempio, il part time che nasconde lavori a tempo pieno,con l’azienda che risparmia sui contributi e il lavoratore che quando gli va bene prende il fuori busta.

Contratti a termine e a breve durata attualmente dominano il flusso delle assunzioni. Secondo Enrico Marro tutto questo dovrebbe finire con il contratto a tutele crescenti:

Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che il governo vuole introdurre con il disegno di legge delega appena approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, punta a superare questa situazione rendendo il nuovo contratto meno costoso per le aziende rispetto ai contratti temporanei (ma servono diversi miliardi) e senza il vincolo dell’articolo 18 (di regolale aziende potranno licenziare indennizzando il lavoratore). In questo modo il contratto atutele crescenti dovrebbe diventarela forma prevalente, prendendoil posto del contratto atermine. L’ennesima scommessasu un mercato del lavoro piùequo ed efficiente.