Economia

Conto di deposito: come cambiano le regole per l'acquisto di una casa

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Si chiama conto di deposito ed è un passo chiave per la tutela delle compravendite di immobili. Dopo l’introduzione (nel 1996) della trascrivibilità del contratto preliminare e l’obbligatorio rilascio della fideiussione per chi compra in corso di costruzione (nel 2005), ora la legge sulla concorrenza (legge n. 124 in vigore dal 29 agosto scorso) ha introdotto la facoltà di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita. Spiega infatti Il Sole 24 Ore fino ad oggi chi non trascriveva il preliminare si vedeva esposto al rischio che, tra la data del rogito (o, meglio, la data dell’ultima ispezione dei registri immobiliari eseguita dal notaio rogante) e la data della trascrizione del rogito nei predetti registri, venisse pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore (ipoteca, sequestro, pignoramento, domanda giudiziale ecc.).

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Come cambiano le regole per la vendita della casa (Il Sole 24 Ore, 5 settembre 2017)

Adesso il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami. E gli interessi maturati sul conto dedicato – calcolati sulla permanenza del denaro tra il giorno della firma del rogito e la data della definitiva registrazione del passaggio di proprietà dell’immobile – dove finiscono? Dritti dritti nelle casse dell’erario: gli interessi, la quantificazione del cui ammontare è tutta da valutare, sono «finalizzati a rifinanziare i fondi di credito agevolato destinati ai finanziamenti alle piccole e medie imprese».