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Consip, la procura chiede l’archiviazione per Tiziano Renzi

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La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione di Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, nell’ambito di uno dei filoni di indagine sul caso Consip. Renzi senior era accusato di concorso in traffico di influenze illecite. Un avviso di conclusione delle indagini è stato invece notificato all’ex ministro dello Sport Luca Lotti (favoreggiamento), all’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette (rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento), al generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia (favoreggiamento).

Consip, la procura chiede l’archiviazione per Tiziano Renzi

Di rivelazione del segreto e falso risponde l’ex maggiore del Noe, Gian Paolo Scafarto, accusato di depistaggio assieme all’ex colonello dell’Arma, Alessandro Sessa. L’imprenditore Carlo Russo è accusato di millantato credito, mentre Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua, di favoreggiamento.  I magistrati della Procura di Napoli hanno aperto un’inchiesta su una gara di facility management del valore di 2,7 miliardi bandita da Consip e suddivisa in vari lotti, tre dei quali destinati alla società di Alfredo Romeo. Sotto accertamento è finito l’appalto Fm4, una gara di facility management del valore di 2,7 miliardi bandita nel 2004 e suddivisa in svariati lotti, tre dei quali destinati alla società dell’immobiliarista Alfredo Romeo, il cui nome risulta nel registro degli indagati per corruzione. Stando all’accusa l’imprenditore avrebbe consegnato delle tangenti al dirigente di Consip Marco Gasparri, anche lui indagato. Il 16 novembre i magistrati hanno sentito Gasparri sui rapporti con Romeo. Gasparri parla di un diretto coinvolgimento della vicenda anche dell’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni.

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Il reato di traffico di influenza, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa.

Il rischio processo per Luca Lotti

Il coinvolgimento nella fuga di notizie dell’ex ministro Lotti e del generale Saltalamacchia è partito dalle dichiarazioni dell’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, che nel dicembre del 2016 ha riferito ai magistrati che erano stati loro a dirgli che era in corso un’indagine sulla Spa e che sarebbe stato meglio per lui adottare cautele nelle comunicazioni al cellulare. In particolare, secondo i pm di Roma, Lotti il 3 agosto del 2016 avrebbe rivelato a “Marroni, l’esistenza di una indagine penale che riguardava organi apicali passati e presenti di quella società e in particolare una attività di intercettazione telefonica su una utenza in suo uso”. Anche il Saltalamacchia, nell’estate del 2016, avrebbe invitato Marroni alla cautela nelle comunicazioni a mezzo telefono.

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FM4 Consip: i 18 lotti

Il generale Tullio Del Sette, sempre nell’estate di due anni fa, avrebbe rivelato all’allora presidente Consip, Luigi Ferrara, che c’era una indagine in corso sull’imprenditore Alfredo Romeo e lo avrebbe invitato ad essere cauto nelle comunicazioni. Secondo la ricostruzione dell’accusa, anche Filippo Vannoni avrebbe rivelato in più occasioni a Marroni che c’era “una indagine della magistratura” fino a quel momento riservata. Per quanto riguarda l’amico di famiglia Renzi, l’uomo d’affari Carlo Russo, “millantando credito presso l’allora direttore generale del patrimonio Inps, Daniela Becchini, l’allora ad di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi, l’ex sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chitto’ e dello stesso ex ad di Consip Luigi Marroni, “si faceva promettere da Alfredo Romeo 100 mila euro come prezzo della propria mediazione”. Nei confronti di Marroni, in particolare, “la mediazione, realizzata nella prospettazione di Russo, anche per il tramite di Tiziano Renzi, doveva consistere nell’ottenere stabili vantaggi nell’aggiudicazione a favore della Romeo Gestioni delle procedure di evidenza pubblica indetta dalla Consip; a tal fine Romeo prometteva ulteriori utilità nella misura di 5mila euro ogni due mesi per lo stesso Russo e 30mila euro al mese asseritamente destinati a Renzi”.

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