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Il Consiglio europeo affronterà il tetto al prezzo del gas voluto dall’Italia

Presidente del Parlamento europeo: “Oggi giornata storica, daremo lo status di paese candidato all’Ucraina”

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L’adesione dell’Ucraina all’Ue e il tetto al prezzo del gas. Saranno principalmente questi i temi centrali  durante il Consiglio europeo. “Alla luce dell’uso del gas come arma da parte della Russia il Consiglio europeo invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi, nell’ottica di assicurare la fornitura di energia a prezzi accessibili”, così i capi di Stato e di governo che si sono riuniti a Bruxelles: il passaggio è stato inserito inserito nella bozza di conclusioni. Il messaggio arriva forte e chiaro soprattutto all’Italia che in questi giorni aveva lavorato per fare sì che il riferimento fosse incluso nelle dichiarazioni finali. La proposta italiana di un prezzo massimo per il gas naturale sarà dunque al centro delle discussioni europee.

Al Consiglio europeo tetto al prezzo del gas e adesione dell’Ucraina

Ad appoggiare l’Italia, anche il premier greco Kyriakos Mitsotakis: “Iniziative coraggiose a livello europeo, come l’imposizione di un tetto al prezzo all’ingrosso del gas. Questo è un tema di cui discutiamo da molto tempo, purtroppo finora non c’è stata la mobilità necessaria. Mi auguro che ora tutti i membri del Consiglio europeo riconoscano la necessità di una risposta europea coordinata”. I leader dell’Ue discuteranno degli ultimi sviluppi in relazione alla guerra della Russia contro l’Ucraina, nonché del suo impatto sulla crisi della sicurezza alimentare globale. Non solo, tra i tanti temi affrontati anche quello relativo all’adesione dell’Ucraina. “Oggi giornata storica, daremo lo status di paese candidato all’Ucraina, cosa che il Parlamento europeo ha chiesto sin dall’inizio della brutale guerra scatenata dalla Russia”, ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Ma oggi solleverò anche la questione dell’aumento dei costi della vita per i cittadini europei a causa della guerra, i prossimi mesi saranno difficili da un punto di vista della sicurezza energetica”, ha poi aggiunto. Con 529 a favore 45 contrari e 14 astenuti è stata dunque approvata la relazione in cui si chiede di concedere immediatamente lo status di Paese candidato Ue all’Ucraina ed alla Moldavia.