Economia

Connettere l'Italia: il piano infrastrutture del governo

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Il progetto «Connettere l’Italia» lanciato l’anno scorso e che accompagna il nuovo DEF appena varato comprende 119 interventi prioritari: si tratta di 46 opere singole e 73 differenti programmi che interessano in tutto 50 città. La Stampa ne parla oggi in un articolo di Paolo Baroni:

La scrematura dei progetti è avvenuta secondo tre differenti tipi di classificazione: «Interventi invarianti», ovvero opere i cui programmi possono proseguire senza alcun problema; interventi che devono essere sottoposti ad una revisione progettuale (project review), per tagliare i costi o per superare le controversie che sono insorte; ed infine interventi per i quali si richiede un progetto di fattibilità completamente nuovo che corrisponde nei fatti ad un azzeramento.
Lo stop più significativo interessa il Ponte sullo Stretto, il cui progetto di fattibilità ora dovrà verificare «le possibili opzioni di attraversamento, sia stabili che non stabili», la E45 Orte-Ravenna, ed il prolungamento l’alta velocità da Salerno sino a Reggio Calabria, linea per la quale dovranno però essere valutate «modalità più efficienti» per velocizzare i collegamenti. Anche se è stata classificata nella fascia intermedia del project review anche la nuova autostrada tirrenica Civitavecchia-Livorno rischia grosso. In questo caso, a fronte della fortissima resistenza dei territori interessati, Capalbio e dintorni, si dovranno valutare possibili alternative, inclusa la riqualificazione della vecchia statale Aurelia.

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Il piano infrastrutture Connettere l’Italia (La Stampa, 14 aprile 2017)

Per completare tutte le opere che hanno il “semaforo verde” servono 35 miliardi di euro, secondo le stime del Mit. Di questi 11,5 arriveranno dal Fondo sviluppo coesione, altri 23-24 dal Fondo investimenti di cui il governo a breve deciderà il riparto. In particolare, ha spiegato il ministro Delrio, “si tratta dei contratti di programma Rfi, dal Brennero al terzo vallico alla Torino-Lione, complessivamente per 9 miliardi. Compresi gli interventi sulle reti regionali e sull’accessibilità alle grandi aree metropolitane”. “Un’altra quota rilevate va ulteriormente ad implementare il contratto di servizio Anas – ha aggiunto – parliamo di oltre 5 miliardi spalmati in qeusto arco temporale con il completamento delle direttrici e la messa in sicurezza del Paese”.