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Salvini ai titoli di coda: anche gli imprenditori mollano il leader della Lega

neXt quotidiano|

Confindustria contro Salvini

Ne parla solamente oggi, una settimana dopo l’esito delle votazioni Politiche in Italia. Ma sottolinea come molte delle promesse – soprattutto in ambito economico e di riforma del sistema di previdenza sociale – fatte da Matteo Salvini e da Silvio Berlusconi non siano minimamente in linea con le esigenze attuali del nostro Paese. A parlare è il Presidente di Confindustria, la confederazione che riunisce tutti gli imprenditori, Carlo Bonomi che non ha usato mezzi termini per bocciare sia la flat tax che la riforma delle pensioni con l’avvio di una nuova campagna di pre-pensionamenti. Insomma, ha affossato in toto tutte le principali proposte avanzate – in campagna elettorale – dal segretario della Lega.

Confindustria boccia tutte le proposte economiche di Salvini

Durante il suo intervento sul palco dell’assemblea dell’Unione degli industriali di Varese, il Presidente di Confindustria ha detto esplicitamente:

“Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax e prepensionamenti. Non vogliamo negare ai partiti di perseguire le promesse elettorali ma oggi energia e finanza pubblica sono due fronti emergenza che non possono ammettere follie per evitare l’incontrollata crescita di debito e deficit”.

In particolare, il tema della flat tax – la tassa piatta che, come più volte spiegato, non garantirebbe equità nel pagamento delle tasse e costerebbe allo Stato decine di miliari di euro, come rivelato dall’economista Tito Boeri – è del tutto inapplicabile vista la situazione attuale del nostro Paese. Perché le priorità, al momento, devono necessariamente essere altri:

“Il prossimo governo deve avere ben chiaro che si deve salvare il sistema industriale italiano dalla crisi energetica, è un tema di sicurezza nazionale. Migliaia di aziende sono a rischio, centinaia di migliaia di posti di lavoro e di reddito per le famiglie. Tutte le risorse disponibili, escluse quelle per i veri poveri, vanno concentrate lì, perché senza industria non c’è l’Italia”.

Parole che, dunque, confermano quella percezione già visibile da tempo: Confindustria ha mollato Matteo Salvini. Per anni, invece, il leader della Lega ha attinto alla fonte elettorale degli imprenditori, appoggiando più volte le loro denunce. Il vento è cambiato, e ora il segretario del Carroccio non ha reagito benissimo a queste critiche tecniche avanzate da Carlo Bonomi.

“Altro che immaginifiche, noi la Flat tax e la riforma delle pensioni le portiamo a casa, costi quel che costi, saranno nel programma dei primi cento giorni del governo”.

E Giorgia Meloni sarà d’accordo? Nel totoministri del suo prossimo governo, infatti, la leader di Fratelli d’Italia sembra essere intenzionata a inserire un tecnico (come Fabio Panetta, ora nel board della BCE) proprio alla guida del Ministero dell’Economia. Con Salvini che sembra essere tagliato fuori dalla tribuna d’onore: la prossima Presidente del Consiglio, infatti, ha ribadito che non potrà esserci alcun ritorno in un Ministero in cui già si è stati. Questo vuol dire che Salvini al Viminale non s’ha da fare.

(foto IPP/Mario Romano)