Economia

Condono Equitalia, la rottamazione delle cartelle

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Via sanzioni e mora, aggio ridotto sulle somme dovute dal fisco alle multe: l’abolizione di Equitalia prossima ventura non potrà che rendere felice chi si trovava sotto schiaffo; cento miliardi di euro di cartelle esattoriali emesse potranno essere rottamate: sono quelle che gli italiani stanno già pagando con la rateizzazione, per un valore di circa 35 miliardi di euro, più quelle che Equitalia si appresta ad emettere: 51 miliardi alla fine dell’anno scorso, più quelle di quest’anno. Un totale di cento miliardi di euro “nominali”, ma l’incasso sarà molto più basso di questo: tanto che l’esecutivo ha messo in conto un gettito aggiuntivo di 4 miliardi di euro.

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Come cambia Equitalia (Corriere della Sera, 17 ottobre 2016)

Il grande condono delle cartelle Equitalia

Oggetto della sanatoria saranno le cartelle notificate entro il 31 dicembre 2016, per debiti verso il fisco, l’INPS o altre amministrazioni pubbliche, comprese le contravvenzioni al codice della strada o ai tributi locali; il provvedimento di sgravio delle sanzioni potrebbe riguardare anche i ruoli emessi per il mancato pagamento dell’Iva, che è un’imposta “comunitaria”. Spiega oggi il Corriere della Sera:

Il nuovo meccanismo permetterà di saldare il debito con l’amministrazione pubblica pagando solo l’imposta, o la multa, e gli interessi per il ritardato pagamento. Cioè quelli che servono per aggiornare, attualizzandola, l’entità del debito rispetto al momento in cui è maturato. Saranno invece cancellate le sanzioni e gli interessi di mora, che scattano dal momento della notifica della cartella. Sono interessi aggiuntivi rispetto a quelli per il pagamento tardivo con il precipuo scopo di penalizzare i contribuenti che snobbano le richieste del fisco. Dovrebbe sparire, o essere almeno fortemente ridotto, anche l’onere di riscossione, l’aggio, che viene incassato da Equitalia come corrispettivo del servizio svolto per conto dei creditori. Una commissione che ammonta al 3% del dovuto se la cartella viene pagata entro due mesi dalla data di notifica, e che poi sale al 6%.

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Le cartelle esattoriali dal prossimo gennaio riporteranno la sola imposta non versata (infografica da: La Repubblica)

Non è ancora chiaro se la rottamazione sarà automatica o se, come più probabile, attivata su richiesta dei contribuenti. In ogni caso si arriverà all’emissione di una nuova cartella “alleggerita”. Sarà possibile saldarla in un’unica soluzione, o rateizzarla. La bozza del decreto ipotizza una dilazione fino a 36 rate, quindi tre anni. Chi ha un piano di rateizzazione già in corso potrà contare su uno sgravio di sanzioni, aggi e interessi di mora sulle rate ancora dovute, ma non dovrebbe ottenere sconti su quanto già pagato. E non sarebbe prudente interrompere i versamenti mensili in attesa del nuovo regime. Il testo finale del decreto potrebbe infatti prevedere specifiche clausole per impedire l’arbitraggio, fino all’esclusione dei benefici.

 

Il maxisconto sulle cartelle

“Rottamazione cartelle Equitalia: finalmente. Una misura che porta la nostra firma. Sc-Ala dà il suo contributo al governo e aiuta i contribuenti”, dice su Twitter Saverio Romano, commentando la misura adottata dal governo e che è stata fortemente voluta da Sc-Ala “una dimostrazione – prosegue Romano – della incisività della nostra azione politica e del nostro sostegno a famiglie e imprese”. I carichi affidati a Equitalia ammontano a 1.058 miliardi, di cui il 20,5% risulta annullato. Dei restanti 841 miliardi, un terzo sono irrecuperabili (soggetti falliti o deceduti, imprese cessate,etc) e circa 314 miliardi sono posizioni per cui si sono tentate invano azioni esecutive. Al netto di altri 25 miliardi rateizzati e di 81 miliardi di riscosso, il“magazzino” residuo è di 85 miliardi, di cui 34 miliardi sotto i limiti legali per azioni cautelari ed esecutive. Le posizioni si riducono a 51 miliardi. Repubblica spiega come funzionerà la rottamazione delle cartelle:

La «rottamazione» arriva mentre tornano alla ribalta i dati del Mef sulle imposte non pagate dal 2010 al 2014 presentati in Parlamento, in base ai quali ogni anno mancano all’appello circa 109 miliardi di imposte: in media il 24% dei tributi dovuti sfugge alle casse dello Stato. Una fotografia del fenomeno dell’evasione all’interno del quale ci sono anche 12,4 miliardi di tasse che non arrivano al fisco per errori di fatto o per impossibilità di pagare. Tornando alla «rottamazione» la vecchia imposta dovuta dovrà essere versata per intero, così come gli interessi di «ritardato pagamento» che attualizzano l’entità del debito.
Saranno invece cancellate le sanzioni che possono arrivare al 200 per cento, raddoppiando o triplicando la vecchia imposta, e gli interessi di mora. Tirate le somme lo sconto, rispetto a quanto si doveva senza rottamazione, andrà da un terzo al 50 per cento. Secondo le prime indiscrezioni sul testo del decreto, che attende di essere pubblicato in «Gazzetta ufficiale», non ci sarà un tetto massimo alla possibilità di accedere alla «rottamazione». In bilico anche la riduzione dell’aggio di Equitalia che potrebbe scendere dal 6 al 3 per cento e addirittura annullarsi per la cartella sanata: ma su questo punto non c’è ancora certezza. Mentre sembra sicura la possibilità di rateizzare fino a 36 mesi il pagamento che consente di beneficiare della sanatoria.

Oltre a conseguire significativi risparmi per effetto della centralizzazione di una serie di funzioni che si possono stimare nell’ordine di diverse decine di milioni, s’immagina di arrivare ad una piena parificazione degli inquadramenti all’interno della nuova istituzione che nascerà il primo giugno del prossimo anno, conservando comunque una certa flessibilità di intervento. Rispetto agli ottomila dipendenti di Equitalia, che hanno un contratto di tipo privato, quello delle esattorie, certamente più oneroso di quello in vigore all’Agenzia delle Entrate, è prevista una fase transitoria sino al loro completo riassorbimento.

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