Economia

Perché il Viminale è stato condannato per un mancato sgombero

via del caravaggio stabile occupato

Il tribunale civile di Roma ha condannato il Viminale a risarcire con una cifra complessiva di 7 milioni di euro i proprietari di un palazzo occupato a Roma, nei pressi della vecchia Fiera, per il mancato sgombero dell’edificio. L’immobile, di proprietà della Oriental Finance srl, attiguo ad un hotel nella prima cerchia periferica della capitale (via del Caravaggio 105/107) è stato occupato nel 2013 da «oltre trecentocinquanta persone» e nell’agosto dell’anno successivo è scattato il decreto di sequestro preventivo firmato dal gip.

Perché la condanna del Viminale per il mancato sgombero a Roma è importante

Il tribunale ha così sancito che lo Stato ha l’obbligo di sgomberare i palazzi occupati perché deve impedire che vengano commessi reati. Se non lo fa deve risarcire i proprietari. E questo non può che essere un precedente giuridico importante – anche se sulla vicenda pende l’appello – a favore dei proprietari degli immobili occupati. Che oggi potranno serenamente attendere che la forza pubblica intervenga avendo ben presente che se non lo fa a pagare il conto saranno tutti i cittadini. Al contrario per il Viminale la sentenza è una brutta notizia, perché lo spingerà ad agire il prima possibile negli sgomberi per evitare la condanna al risarcimento dei danni.
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C’è di più. Racconta Sara Menafra sul Messaggero che lo sgombero non è stato seguito, secondo la versione del ministero dell’Interno, perché l’amministrazione locale non era riuscita a «trovare delle soluzioni alloggiative temporanee per i casi più gravi», «non potendosi ritenere sussistente un obbligo di provvedere sic et simpliciter, senza preoccupazione per le ricadute sul piano della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico». La mancata esecuzione del provvedimento penale, si legge ancora negli atti della difesa, «non poteva essere imputata al ministero il quale non ha competenza autonoma in tema di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali».
Foto copertina da: Roma Today