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Il Comune di Torino si costituisce in giudizio contro il "no" al doppio cognome per il figlio di due madri

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stefano lo russo comune torino

L’iscrizione all’anagrafe di Torino di figli nati da coppie omogenitoriali non è considerata legittima, così il Tribunale lo scorso 3 dicembre ha negato con un decreto alle due madri di un bimbo il doppio cognome al piccolo. È il primo atto di questo tipo in Italia, ma il Comune del capoluogo piemontese non ci sta: “Abbiamo deciso di costituirci in giudizio per difendere la legittimità delle decisioni prese in questi anni”, ha fatto sapere il sindaco Stefano Lo Russo, che in appello sarà metaforicamente al fianco delle due donne. “Il Parlamento legiferi subito – ha aggiunto il primo cittadino – perché è intollerabile che nel 2022 non ci sia una norma chiara su questo tema e che questa questione sia lasciata ai sindaci e ai tribunali creando tra l’altro discriminazioni tra i cittadini che vivono in città che consentono l’iscrizione all’anagrafe dei figli di coppie gay e cittadini che vivono dov’è questa iscrizione non è consentita”.

Il Comune di Torino si costituisce in giudizio contro il “no” al doppio cognome per il figlio di due madri

L’udienza si terrà il prossimo 18 febbraio, ma il tema infiamma il dibattito dell’amministrazione comunale “Difendiamo la legittimità amministrativa dell’iscrizione anagrafica dei figli di coppie omogenitoriali. Non condividiamo l’impostazione dei tribunali sul punto”. L’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino era stato tra i primi a celebrare  nozze gay nel 2010. Nel 2018 sotto la guida Appendino era stato reso possibile il riconoscimento dei piccoli nati da due madri: oggi sono 79 i figli registrati di coppie omogenitoriali. L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli commenta: “La questione del doppio cognome è solo la punta dell’iceberg. Ciò che per noi è fondamentale è che si legiferi sul tema della legittimità dell’iscrizione dei figli delle coppie omogenitoriali. Dopo la bocciatura del ddl Zan questa legislatura sta volgendo a termine senza aver fatto passi avanti sul tema dei diritti civili. Facciamo un appello al Parlamento affinché si muova”.

“Bene la città, ma non si fermino i riconoscimenti delle figlie e figli”, ha detto il coordinatore del Torino Pride, Marco Giusta, “Il passo è importante per sollevare nuovamente con forza il tema a livello politico sulla necessità del riconoscimento alla nascita delle figlie e figli delle famiglie omogenitoriali. Ci preme sottolineare che è altresì importante che il riconoscimento delle figlie e dei figli delle famiglie LGBT non si interrompa ma prosegua, anche nelle more della sentenza”.