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Il complotto dell'immondizia contro la sindaca Raggi

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A Roma il primo fronte della della “battaglia” contro i rifiuti non è il Campidoglio o l’ufficio dell’Assessora Paola Muraro ma è invece a livello stradale. Da quando Virginia Raggi è stata eletta sindaca della Capitale alcuni attivisti pentastellati hanno iniziato a denunciare presunti cospiratori che nottetempo abbandonano i rifiuti nelle strade fuori dai cassonetti. Al coro si è aggiunta ad agosto anche l’assessora Paola Muraro che in un’intervista ha parlato di un “vero e proprio golpe dei rifiuti“, ovviamente inesistente.
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Perché i cassonetti sono vuoti ma c’è immondizia per strada???

L’impressione è che diversi elettori a Cinque Stelle, quelli che prima delle amministrative incolpavano il sindaco della sporcizia nella Capitale ora siano propensi a usare un differente metro di giudizio: se ci sono rifiuti abbandonati a terra la colpa è di alcuni non meglio identificati sabotatori che lasciano di proposito i sacchi dei rifiuti fuori dai cassonetti in modo da dare l’idea che a Roma ci sia un problema legato al ciclo dei rifiuti. Problema che in realtà c’è davvero, e anche se nelle zone del centro l’emergenza pare essere rientrata il segretario generale della Fp CGIL Roma Natale Di Cola sull’edizione romana del Corriere di oggi non esita a esprimere la sua preoccupazione riguardo la fragilità del sistema «è sufficiente un intervento di manutenzione a un impianto, oppure i temporali sempre più frequenti che rallentano i giri di raccolta, per andare in fase di pre-emergenza: due giorni fa, l’impianto di via Salaria svuotato ad agosto era già pieno a metà». Insomma, l’emergenza è rientrata ma basta davvero poco per far collassare il fragile sistema della gestione della raccolta dei rifiuti. Ci sono poi altri fattori che entrano in gioco e che contribuiscono a far aumentare la sporcizia sulle strade di Roma: l’inciviltà e l’incuria dei cittadini. Nessuno nei mesi della giunta Marino ha parlato di agenti prezzolati per spiegare la comparsa di materassi e mobilio abbandonati davanti ai cassonetti o in mezzo alla strada. Eppure la sindrome da accerchiamento a Cinque Stelle è riuscita a partorire la bizzarra idea che l’unica spiegazione possibile (a poco più di due mesi dall’insediamento della Raggi) sia che ci sono “romanacci collusi e venduti alla vecchia politica” che nel tentativo di infamare la giunta del M5S si prodigano a sporcare la città.
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I cittadini non si spiegano come mai in alcune zone i cassonetti siano vuoti ma circondati da immondizia. La possibilità che ci siano sempre state persone che non hanno mai fatto lo sforzo di fare la differenziata o di gettare i rifiuti dentro i contenitori non li sfiora nemmeno. Così come non sembra credibile per costoro l’eventualità che il cassonetto sia stato svuotato ma che i sacchi lasciati a terra non siano stati raccolti perché il personale che effettua lo svuotamento non si occupa della raccolta di quello che resta in strada (che viene portato via da altri addetti in un intervento successivo). Ci devono essere per forza degli agenti provocatori, degli agitatori prezzolati che vogliono mettere i bastoni tra le ruote alla sindaca pentastellata. E che la Raggi possa avere le sue responsabilità è fuori di dubbio (così come le aveva Marino), ma non è pensabile che la sindaca riesca a risolvere in due mesi un problema più che decennale. La realtà delle cose è che né Raggi né Muraro sono ancora riuscite a mettere mano seriamente alla questione dei rifiuti, e questo non solo per via delle polemiche che hanno travolto la giunta capitolina ma anche perché è passato ancora troppo poco tempo.

La città sporca non è colpa di nessuno

Ma questo i cittadini a Cinque Stelle, che faticano a sentire la brezza leggera del vento del cambiamento, non sembra riescano a capirlo e quindi se le cose vanno male con il Movimento al governo la colpa è dei troll dell’immondizia, se le cose vanno male con il Movimento all’opposizione la colpa è di chi sta al governo. Del resto anche la presidente del Primo Municipio Sabrina Alfonsi qualche tempo fa denunciava l’invasione di ratti spiegando che il piano delle derattizzazioni era fermo  mentre l’assessore municipale all’ambiente Anna Vincenzoni due giorni fa tornava a richiamare l’attenzione sulla situazione di degrado e sporcizia del parco di Colle Oppio. Che il PD abbia mandato qualcuno anche lì a gettare rifiuti e siringhe? Oppure qualcuno che doveva provvedere alla raccolta e alla pulizia non ha fatto il suo dovere?
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