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Come ha votato il MoVimento 5 Stelle sulla prescrizione?

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“Il Pd e la maggioranza oggi in commissione Giustizia al Senato hanno votato contro la ‘daspo’ su corrotti e corruttori, bocciando l’emendamento a mia firma che prevedeva l’interdizione dai pubblici uffici e la incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione in caso di condanna per i reati previsti dagli artt. 314 I comma, 317, 318, 319, 319 – ter, 319 – quater I comma, 320 e 322”, dichiara in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia Enrico Cappelletti. “Evidentemente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, quando ha invocato la daspo per i corrotti, si riferiva solo alla loro interdizione dalle partite di calcio. Siamo alle solite: in casa PD si predica bene e si razzola male”, conclude Cappelletti.
 
COME HA VOTATO IL MOVIMENTO 5 STELLE SULLA PRESCRIZIONE?
Nel frattempo è stata approvata dalla Commissione Giustizia la riformulazione dell’art.1 del testo di riforma della prescrizione che prevede l’allungamento, della metà,dei termini per i reati di corruzione. La maggioranza si è spaccata in commissione Giustizia della Camera e Area popolare – viene spiegato – si è schierata insieme a NCD contro il nuovo testo riformulato che, viene riferito, allunga di molto, di fatto raddoppiandoli, i termini per la prescrizione per i reati di corruzione. Il testo del governo riformula una prima proposta di testo base a firma dei due relatori di maggioranza del provvedimento, Sofia Amoddio (Pd) e Stefano Dambruoso (Sc). Anche Forza Italia era contraria all’allungamento dei termini della prescrizione per i reati più gravi, tra cui la corruzione. Il casus belli è una riformulazione presentata dai due relatori, con parere favorevole del governo, che prevede un aumento dei termini della prescrizione della metà, per i reati considerati più gravi, in cui il patto di omertà impedisce l’emersione. Che cosa diceva il testo preparato dal governo?

Il testo all’esame della commissione Giustizia della Camera prevede che per tutti i reati si introduca la sospensione di due anni dopo la condanna di primo grado e di un anno dopo la condanna in appello. Inoltre oggi i relatori Stefano Dambruoso (Sc) e Sonia Amoddio (Pd) hanno riformulato l’articolo 1 col parere favorevole del governo proponendo anche un aumento della metà dei tempi di prescrizione dei reati di corruzione propria, impropria e in atti giudiziari in modo da arrivare a un allungamento dei tempi di prescrizione fino a 18 anni. Attualmente infatti la prescrizione per i reati di corruzione è fissata in otto anni, che è la pena massima, aumentati di un quarto. Con la riformulazione dei relatori l’aumento sarebbe della metà. Quindi la prescrizione base sarebbe fissata a dodici anni.
A questi vanno aggiunti altri tre anni frutto della norma che stabilisce che i tempi di prescrizione non possono superare comunque la prescrizione base aumentata di un quarto e i due anni e un anno di sospensione previsti in caso di condanna rispettivamente in primo grado e in appello. I tempi di prescrizione si allungherebbero ulteriormente dunque nel caso passasse l’aumento di pena per i reati di corruzione a dieci anni previsto dal ddl all’esame del Senato.

Il M5S si è astenuto perché, secondo quanto spiegato dal capogruppo in Commissione Giustizia, Vittorio Ferraresi, «è un passo avanti ma non sufficiente», quello contenuto nel testo di riforma della prescrizione. «La nostra proposta era lo stop della prescrizione con rinvio a giudizio e l’allungamento della metà per tutti i reati presenti nel titolo secondo, quindi anche la concussione oltre la corruzione», ha aggiunto. Ncd e Forza Italia hanno invece votato contro, e il ministro Orlando ha promesso un’ulteriore mediazione agli alleati di governo.