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Come ripartirà la scuola in Italia (ma non tutti tornano sui banchi il 14 settembre)

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e con quella dei Trasporti Paola De Micheli, ha annunciato che gli studenti italiani rientreranno a scuola in totale sicurezza da lunedì 14 settembre. In realtà, per alcuni studenti la prima campanella è già suonata (in Alto Adige a Vò Euganeo,…

riapertura scuole

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e con quella dei Trasporti Paola De Micheli, ha annunciato che gli studenti italiani rientreranno a scuola in totale sicurezza da lunedì 14 settembre. In realtà, per alcuni studenti la prima campanella è già suonata (in Alto Adige a Vò Euganeo, primo comune italiano a registrare un decesso per Covid il 21 febbraio scorso le porte degli istituti si sono riaperte lunedì 7 settembre) e in altre regioni i Governatori hanno deciso di posticipare il rientro al 24 settembre, dopo che le aule scolastiche saranno state sede di seggi per le elezioni regionali e per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari), La situazione delle riaperture si presenta così a macchia di leopardo, come illustra questo grafico pubblicato dall’agenzia Ansa sul suo sito:

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Il ministero dell’Istruzione, intanto, stima che in Italia gli studenti che non riusciranno a rispettare la distanza di un metro saranno 50mila, anche se molti istituti scolastici sono ancora alle prese con la ricerca di nuovi spazi dove allocare le aule in più necessarie, In alcune scuole sono state di fatto cancellate sala professori, biblioteca e aula magna, per ricavare nuovi spazi per le classi. Nella conferenza di Palazzo Chigi, alla quale ha partecipato anche il ministro della Salute Roberto Speranza, questo il resoconto della ministra Azzolina:

“Un istituto su tre ha avuto almeno un intervento, sono oltre 5177 le aule in più ricavate, 4812 quelle ampliate per un totale di quasi 10 mila aule. Abbiamo finanziato l’affitto di spazi esterni alle scuole trovando una soluzione alternativa alle aule comunque adatta alla didattica per oltre 200 mila studenti. Abbiamo investito sugli arredi recuperando in 2 mesi un ritardo di 20 anni”.

“Se a giugno gli studenti che sostanzialmente erano senza un’aula per via del metro di distanza erano 1 milione, oggi sono 50mila. Questo non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina per questo inizio di anno scolastico. Sono comunque situazioni che stiamo risolvendo, grazie ad altri 100 milioni di euro per prendere in affitto altri locali e grazie agli accordi con teatri, parrocchie o scuole paritarie”.

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La conferenza a Palazzo Chigi

 

Come ripartirà la scuola in Italia (ma non tutti tornano sui banchi il 14 settembre)

La Repubblica, oggi 10 settembre, intanto, riassume così tutte le regole anti-contagio per la scuola:

LA MASCHERINA

All’interno della scuola si tiene la mascherina. Quando si è in classe, con un metro di distanza tra compagni e due metri tra studenti e professore, si può togliere. La protezione va indossata negli spostamenti, all’entrata e all’uscita, quando si va in bagno e in mensa (la si toglie quando si è seduti al tavolo). Volto libero nel momento in cui si consuma il pasto in aula (lunch box). La mascherina deve essere tenuta in tutti quei casi in cui nelle classi non si riesce a rispettare il distanziamento. Le mascherine, ha assicurato il premier Conte, saranno date gratis a scuola: lo Stato ne consegnerà 11 milioni ogni giorno. Diversi presidi, segnala l’Associazione nazionale, assicurano che i quantitativi fin qui arrivati sono insufficienti.

SE UNO STUDENTE E’ POSITIVO

La misurazione della febbre deve essere fatta ogni mattina a casa. Se il figlio accusa sintomi paragonabili a quelli di chi ha contratto il Covid – temperatura superiore a 37,5 gradi, tosse, perdita di olfatto e gusto -, i genitori dovranno tenerlo a casa, avvertire la scuola e il pediatra o medico di base. Se i sintomi dovessero rivelarsi in classe, sarà l’istituto ad occuparsi in prima battuta del caso: il “referente Covid” accompagnerà il ragazzo nel locale dedicato alla gestione dei casi e avvertirà i genitori.Il pediatra-medico indirizzerà alunno e genitori a fare il tampone. Con lo studente positivo, parte l’indagine epidemiologica. Inizialmente, secondo le linee guida Iss, è probabile la quarantena della classe e dei docenti.

IN PALESTRA E IN MENSA

Dice la ministra Azzolina che l’attività sportiva è da tutelare, ma diversi presidi hanno deciso di utilizzare la palestra della scuola per recuperare aule per insegnamenti diversi e altri ds hanno annullato gli investimenti sul ripristino di strutture per la motoria oggi non agibili. Nelle Linee guida del ministero dell’Istruzione resta “la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre”. Laddove si farà ginnastica, serviranno profonde sanificazioni in carico a personale esterno alla scuola. Sulle mense, “saranno necessari adattamenti, ma nessuno vuole togliere il tempo pieno ai bambini”. Molti istituti, è un fatto, non riusciranno a garantire il servizio a tutti e altri sono in difficoltà ad avviare la mensa.

I TRASPORTI

Le linee guida sul trasporto con scuolabus, concordate con Province e Comuni e ricordate dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli, dicono che i mezzi non dovranno viaggiare pieni oltre l’80 per cento e questo solo se il percorso sarà contenuto entro i 15 minuti. Gli studenti dovranno portare la mascherina, anche in inverno, con i finestrini il più possibile aperti, anche in inverno. Gli scuolabus avranno i segnaposto che indicheranno dove non ci si dovrà sedere. Si chiede a chi ha i sintomi Covid, di non utilizzare lo scuolabus.I ragazzi, poi, dovranno salire sul mezzo in maniera ordinata, facendo salire il secondo solo quando il primo si sarà seduto. Discesa lenta, uno ad uno. Non si potranno chiedere informazioni al conducente.

SMART WORK E CONGEDI

Congedo straordinario per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio under 14, se questo è stato contagiato o è entrato in contatto con un positivo all’interno del plesso scolastico. Lo prevede il decreto legge appena pubblicato in Gazzetta ufficiale, “Disposizioni per l’avvio dell’anno scolastico”. Si legge: “Un genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di anni quattordici”. Decide il Dipartimento di prevenzione dell’Asl. Se non si può fare smart working, è possibile il congedo a metà retribuzione.

Call veloce, flop e polemiche

Non si fermano le polemiche sulla mancata copertura delle cattedre vacanti (84mila in tutta Italia) che avrebbero dovuto, grazie alla cosiddetta “call veloce” essere assegnate a 60mila insegnanti. Secondo il sindacato degli insegnanti Gilda, che ha proclamato uno sciopero per il 26 settembre, le domande presentate sono 16 in Calabria, 7 in Molise, 30 in Piemonte, 50 in Toscana, 26 in Puglia 26,8 in  Friuli. Il meccanismo prevedeva la possibilità di essere assegnati in altre regioni, ma molti hanno preferito rinunciare a presentare domanda, secondo alcuni presidi, perché lo stipendio non permetterebbe di affrontare il costo elevato della vita nella grandi città del Nord.