Economia

Come lo Stato spende le nostre tasse

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In questa elaborazione del Sole 24 Ore su dati dell’Agenzia delle Entrate si mostra in che modo lo Stato spende i proventi delle tasse: l’infografica viene dai dati forniti dall’AdE insieme alla dichiarazione precompilata per l’anno di imposta 2017. Con le carte ci sarà anche la distribuzione delle imposte relative ai redditi 2016 comunicati al Fisco con il modello Redditi (quello che una volta si chiamava Unico) o con il 730 precompilato. Un progetto voluto dall’Agenzia delle Entrate che, spiegano al quotidiano da Via Cristoforo Colombo, «ha come obiettivo principale migliorare il senso di partecipazione dei cittadini troppo spesso considerati soltanto contribuenti».

Dalle prossime settimane, sul sito delle Entrate, accedendo al proprio cassetto fiscale o consultando la dichiarazione precompilata via web si potrà conoscere come sono state distribuite le risorse fiscali in un quadro sintetico che contiene le principali voci di spesa.

Tutte riassunte in una tabella e in un “grafico a torta” attraverso i quali il contribuente potrà verificare concretamente il percorso compiuto dalle imposte in base alla propria dichiarazione dei redditi 2017. Trasparenza e semplificazione, dunque, sulla falsariga di quanto già sperimentato dall’amministrazione finanziaria inglese che comunica l’utilizzo delle imposte pagate fino a 100mila sterline.

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L’utilizzo delle imposte versate (Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2018)

Così si apprende che oltre a previdenza, sanità e debito pubblico, a finanziare l’istruzione è destinato circa il 10,9% dell’Irpef versata, mentre tutela dell’ambiente, cultura e sport, nonché abitazioni e tutela dei territori ricevono, rispettivamente, il 2,5%, il 2,4% e 1,8%, ossia meno del 2,7% che lo Stato gira a Bruxelles sotto la voce «Contribuzione al bilancio Ue». Nel totale delle imposte considerate, oltre all’Irpef rientrano, se dovute, le addizionali regionali e comunali Irpef, la cedolare secca sulle locazioni, il contributo di solidarietà versato da chi dichiara oltre 300mila euro annui (che dalla dichiarazione dei redditi di quest’anno non trova applicazione), l’acconto per somme assoggettate a tassazione separata, l’imposta sostitutiva sui premi di risultato, così come l’altra sostitutiva dovuta per il regime dei minimi (al 5%) il regime forfettario (al 15%).

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