Economia

Come ha preso l'Europa il referendum di Tsipras

«Sono sorpreso molto negativamente dalla decisione dei greci. Si tratta di una decisione triste di chiusura». Questo il laconico commento del presidente dell’Eurogruppo, Jereon Dijsselbloem alla decisione del governo greco di tenere un referendum sull’ultima proposta di supporto da parte dell’Ue. Alexis Tsipras l’ha annunciata ieri in un discorso nel quale si è schierato anche per il No alla proposta, ma ha promesso comunque che rispetterà il risultato della consultazione nel caso dovesse vincere il sì. Il solo annuncio, che costò il posto nel 2011 a Papandreou che aveva intenzione di far esprimere la popolazione sull’austerità, ha scatenato le critiche dei creditori in attesa dell’Eurogruppo che oggi pomeriggio si svolgerà comunque.
 
COME HANNO PRESO I LEADER EUROPEI IL REFERENDUM DI TSIPRAS
Nel frattempo sono arrivati chiari segnali di chiusura dal viceministro delle Finanze dell’Olanda alla decisione del governo greco di convocare un referendum sull’offerta di Ue e Fmi. Non ci sono motivi per prorogare ulteriormente il supporto alla Grecia, ha affermato Eric Wiebes, giungendo all’Eurogruppo straordinario a Bruxelles. “Un termine è un termine”, ha aggiunto, secondo quanto riposta Dow Jones. Lo scorso febbraio, i ministri delle Finanze avevano concordato di prorogare il supporto attuale alla Grecia fino al 30 giugno. Il ministro maltese delle Finanze Edward Scicluna ha definito la tempistica della decisione di Alexis Tsipras “infelice”. Infatti, ha ricordato prima dell’Eurogruppo, mancano 3 giorni alla scadenza del 30 giugno per il secondo piano di aiuti internazionali e del pagamento da 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale. Gli ha fatto eco il ministro belga delle Finanze, Johan Van Overtveldt, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo, che ha definito “contraddittoria” la scelta di Tsipras; il ministro belga ha sottolineato che “non si possono rinviare le decisioni, mancano 3 giorni alle scadenze del 30 giugno”. «Le trattative con la Grecia, che andavano abbastanza bene, sono state interrotte dall’annuncio del referendum», ha detto il commissario europeo agli affari economici, Pierre Moscovici: «Ora sta all’Eurogruppo prendere la responsabilità di valutare se un accordo è ancora possibile».
 
L’ASSALTO AGLI SPORTELLI IN GRECIA
Nel frattempo lunghe code si sono formate oggi in Grecia davanti agli sportelli bancomat, dopo l’annuncio del premier Alexis Tsipras della convocazione di un referendum sulla proposta dei creditori internazionali. Nella centrale piazza Colonaki di Atene, davanti alla sede della Banca Nazionale di Grecia, circa 40 persone aspettavano il loro turno per prelevare denaro. Stessa scena in altre città, dove alcuni sportelli sono rimasti a corto di denaro per la continua affluenza. Molti greci, commentano gli analisti, temono evidentemente che al di là del risultato della consultazione fissata per il 5 luglio il paese finisca per uscire dall’Euro. «I cittadini non dovrebbero essere spaventati, non c’è alcun ricatto, le banche non chiuderanno e i bancomat avranno contanti, tutto quello (a cui stiamo assistendo) è un’esagerazione», ha commentato il ministro della Difesa e leader del partito al governo ‘Greci indipendenti’, Panos Kammenos.

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