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Come ha preso Draghi il no al green pass della Lega?

La posizione della Lega rimane ambigua, Salvini da’ a Borghi mandato di votare no al Green pass obbligatorio. La condizione sono i tamponi gratuiti, furia della maggioranza

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Il governo guidato da Mario Draghi rischia di sciogliersi nell’immobilismo dei partiti e nei sondaggi che vedono la Lega di Matteo Salvini in calo. Dopo soli sei mesi di vita è stata la Lega, come al solito, a rompere gli indugi. Il crack si è avuto ieri sera, quando in Commissione Affari sociali alla Camera la Lega ha votato contro l’obbligo del green pass.

“Se lo Stato impone il Green Pass per lavorare, viaggiare, studiare, fare sport, volontariato e cultura, deve anche garantire tamponi, rapidi e gratuiti, per tutti. Sono certificati, funzionano, costano poco e possono essere usati da tutti, come in altri Paesi stranieri – ha commentato il leader del Carroccio Matteo Salvini -. Ci sono milioni di italiani che non possono spendere altre centinaia di euro ogni settimana, in un momento già economicamente difficile. Vediamo se PD e 5Stelle voteranno a favore di questa proposta della Lega in Commissione. Non si tratta di essere no vax o no Green Pass – o sia l’uno che l’altro – si tratta di aiutare milioni di italiani in difficoltà. Non tutti trovano 24.000 euro in contanti nella cuccia del cane…”.

La verità è che anche nella carroccio ormai ci sono frizioni interne, le correnti cominciano ad alzare la voce e quello che è stato per lungo tempo il partito di un solo leader ora sta lentamente diventando un PD. Doveva essere una Lega di “Lotta e di Governo”, ora la frangia che lotta si è staccata da quella che governo. E per ogni Giorgetti esiste un Borghi, per ogni Cancelleri esiste un Bagnai.

Come ha preso Draghi il no al green pass della Lega?

Rimane che il serafico Draghi pare non abbia preso benissimo quanto accaduto. Come spesso accade le voci si accavallano, si smentiscono e poi si conferma. Era accaduto anche dopo il meeting tra il premier e Salvini, “non si è parlato di Durigon” dissero.

A distanza di una manciata di giorni il Sottosegretario ha poi presentato le sue dimissioni. Ora Draghi avrebbe manifestato il suo dissenso per le scelte del gruppo leghista guidato da Claudio Borghi, come scrive oggi La Stampa in un retroscena in cui si parla di una telefonata tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega e dello stupore di alcuni esponenti più “governativi” come Giorgetti; ma dal Carroccio smentiscono: “Nessuna telefonata fra il premier Mario Draghi e il leader della Lega Matteo Salvini per commentare il voto sul Green Pass – fanno sapere fonti del partito -. I rapporti tra Salvini e Draghi erano e rimangono più che cordiali, e nei prossimi giorni si rivedranno per concordare e organizzare l’impegnativa agenda di riforme per l’autunno, da quella della Pubblica Amministrazione a quella degli appalti, dalla riforma fiscale a quella previdenziale”.

Torna così il tema dell’ambiguità della Lega, tante volte richiamata e ancora una volta certificata. LA risposta è arrivata dal segretario del Partito Democratico Enrico Letta, “Io forse sarò all’antica: penso che un partito politico su un tema di enorme rilevanza dica una cosa e che quella stessa cosa la dicano i ministri e la dicano i parlamentari. La Lega oggi ha votato contro il green pass insieme a Fdi: è gravissimo, inaccettabile e incompatibile con lo stare in maggioranza – ha commentato l’ex premier -. E se fossero passati quegli emendamenti contro il green pass? Con quale coraggio mi chiedo si possa stare al governo… Chiediamo un chiarimento. Come si può andare avanti con questi atteggiamenti della Lega?”. Così Enrico Letta alla festa dell’Unità a Bologna. “Qui viene fuori la necessità del ruolo del Pd che è un pilastro insostituibile per il Paese”.