Economia

Come funzionano i prestiti alle imprese e le garanzie al 100 e al 90%

La garanzia del 100% è prevista per i prestiti fino a 25mila euro, e, con l’integrazione dei Confidi, per quelli per le Pmi fino a 800mila euro. Per le altre aziende una quota di rischio residuale in capo alle banche è opportuna per conservare un presidio nei processi di erogazione del credito

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In un’intervista rilasciata oggi al Sole 24 Ore il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri spiega come funzionano i prestiti alle imprese e le garanzie al 100 e al 90%: la garanzia del 100% è prevista per i prestiti fino a 25mila euro, e, con l’integrazione dei Confidi, per quelli per le Pmi fino a 800mila euro. Per le altre aziende una quota di rischio residuale in capo alle banche è opportuna per conservare un presidio nei processi di erogazione del credito

Lunedì è stato approvato il decreto garanzie. Banche e imprese sembrano nutrire forti perplessità sul meccanismo scritto nelle bozze del decreto. In che tempi pensa possano essere erogati i finanziamenti? Ci sono margini per semplificare le procedure? La governance dei fondi divisa fra Sace, Mef e Affari esteri non impone tempo di adeguamento prima di avviare le garanzie?
Il decreto sulle garanzie per i prestiti alle imprese è autoapplicativo e non richiede provvedimenti di attuazione o altre lungaggini burocratiche. Sace e le banche stanno già lavorando nella fase operativa: i collegamenti informatici, i protocolli e la modulistica, tutti molto semplici, saranno pronti a breve. Con la pubblicazione del decreto i criteri per l’accesso alla garanzie, anch’essi molto semplici, sono ora ufficialmente noti, e le banche possono da subito avviare le loro istruttorie sulle pratiche di credito. L’attività della Sace nel rilascio delle garanzie per le imprese non è in alcun modo interessata dal ruolo dei ministeri sulle strategie di sostegno alle esportazioni, il cui impianto non cambia ed è stato solo in parte aggiornato e migliorato.

Quanti sono i finanziamenti effettivamente attivabili quest’anno? Tutti i 400 miliardi?
Tutti i 400 miliardi sono già attivabili da quest’anno. La potenza di fuoco impressionante che con questo provvedimento mettiamo al servizio delle imprese può essere dispiegata immediatamente. Il decreto consente a Sace di garantire fino al 90% direttamente sul bilancio dello Stato 200 miliardi di finanziamenti, da erogare tutti nel 2020. Inoltre la Sace potrà garantire nuovi crediti alle esportazioni fino a 200 miliardi, da subito disponibili. A questo si aggiunge il potenziamento del Fondo centrale di garanzia per le Pmi e gli autonomi, che potrà garantire fino al 100% più di 100 miliardi di finanziamenti, la moratoria sui crediti, che può liberare ulteriori 220 miliardi di liquidità.

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Il quadro delle garanzie per sei tipologie di impresa (Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2020)

Una garanzia inferiore al 100% non rischia di complicare l’erogazione del prestito da parte delle banche? I vincoli non rischiano di escludere le imprese più in difficoltà?
La garanzia del 100% è prevista per i prestiti fino a 25mila euro, e, con l’integrazione dei Confidi, per quelli per le Pmi fino a 800mila euro. Per le altre aziende una quota di rischio residuale in capo alle banche è opportuna per conservare un presidio nei processi di erogazione del credito. Da questo punto di vista trovo ogni polemica fuori luogo: siamo in presenza di una sequenza di misure che non ha precedenti nella storia italiana e che sono tra le più ambiziose a livello europeo.

Per la difesa delle aziende italiane, oltre che dell’ampliamento del golden power, si è parlato di un possibile ingresso temporaneo e di emergenza dello Stato nel capitale delle imprese in difficoltà? È una strada che sta prendendo in considerazione? In che termini?
Soprattutto in un momento di difficoltà economica come quella attuale ed in settori particolarmente esposti alle turbolenze del mercato, il Governo potrebbe prendere in considerazione un intervento in maniera diretta. Un caso simile è già stato previsto all’interno del Dl «Cura Italia», dove è stata prevista la possibilità per il Ministero dell’Economia di costituire una società che possa intervenire a supporto di Alitalia in amministrazione straordinaria.

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