Economia

Come cambia il Catasto

Dopo la riforma del Catasto dai vani ai metri quadri, Libero pubblica oggi un’infografica e spiega cosa cambia nel nuovo Catasto: da oggi per 57 milioni di immobili sarà possibile visualizzare on line, insieme a Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno, anche la superficie catastale in metri quadri: la cosiddetta superficie lorda commerciale. Il secondo dato, solo per le unità abitative, tiene invece conto della superficie netta e dei muri, senza comprendere balconi, terrazze ed aree esterne.

Questo, secondo il fisco, è il dato da prendere in considerazione per il calcolo della Tari. Ma non è così semplice come la fa l’Agenzia. Per avere il valore effettivo su cui pagare l’imposta sui rifiuti, infatti, bisogna avere la superficie calpestabile, togliendo dal conteggio anche i muri. Cosa che, sulla base delle disposizioni contenute nella manovra del 2013, avviene sottraendo alla superficie netta una quota standard del 20%. Ed ecco la confusione che torna. Se i numeri del catasto non coincidono con quelli in nostro possesso? A quel punto bisognerà segnalare l’anomalia e sperare che l’Agenzia delle entrate accolga la nostra richiesta. Diverso è il caso di chi abita in case vecchie,c on muri portanti o di spina molto robusti. Il Dpr138/98 prevede che lo spessore massimo sia di 50 cm e anche quel 20% da togliere è calcolato su questa presunzione.
D’altra parte, se il muro è più grande, è ovvio che la superficie calpestabile sia più piccola. Logico, ma impossibile da spiegare al Catasto, che continuerà a fornire ai Comuni un dato errato e sovrastimato, seppure a norma di legge, su cui applicare la Tari. C’è poi la possibilità, non peregrina, che anche la superficie lorda sia sballata. «Abbiamo fatto subito alcune verifiche», spiega a Libero il presidente della Fimaa Roma (la Federazione di Confcommercio delle agenzie immobiliari) Maurizio Pezzetta, «e abbiamo notato molte discrepanze, sia in eccesso sia in difetto». L’errore può dipendere da molti fattori. «Ad esempio», dice, «il catasto potrebbe avere una planimetria con la scala sbagliata o con le metrature non aggiornate».

catasto come cambia
La tabella di Libero su come cambia il Catasto (11 novembre 2015)

La pubblicazione delle superfici nei dati catastali accessibili a tutti i cittadini è certamente un utile elemento di trasparenza e di miglioramento della significatività degli archivi catastali, a lungo perseguito, che ha però un’influenza pressoché nulla sui prelievi fiscali”. E’ quanto precisa l’Anci in merito all’avvenuto inserimento nelle visure catastali delle superfici espresse in metri quadrati dei fabbricati ‘ordinari’. “Per ciò che più direttamente riguarda le tasse comunali – sottolinea Anci – la generale revisione delle rendite catastali e il superamento delle attuali disparità di trattamento fiscale ai fini dell’Imu e della Tasi (oltre che dell’imposta di registro) necessita dell’attuazione della riforma del catasto, prevista dalla Delega fiscale, ma non attivata dal Governo. Le rendite catastali restano quindi invariate e sempre riferite ‘vano’ e non alla superficie degli immobili come previsto dalla riforma. D’altra parte, l’utilizzo generalizzato ai fini del prelievo sui rifiuti (Tari) delle superfici catastali, che potrebbe essere attivato nel prossimo futuro sulla base di leggi già vigenti, determinerebbe il passaggio dalla ‘superficie calpestabile’, attualmente adottata in base alle dichiarazioni dei contribuenti, alla nuova superficie catastale ‘a fini Tari’, con modestissimi effetti redistributivi”. “Va ricordato infatti – conclude l’Associazione dei Comuni – che l’ammontare complessivo del prelievo Tari è strettamente legato al costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sostenuto da ciascun Comune e che già da oltre un decennio (in base alla legge n.311/2004) i Comuni utilizzano le superfici elaborate sulla base delle planimetrie catastali come riferimento per l’effettuazione dei controlli sulla correttezza delle dichiarazioni”.
catasto nuovo
Il nuovo catasto: la variazione percentuale (dati Uil, Libero, 11 novembre 2015)