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“Coloreremo tutta la città”: l’invasione con la bandiera arcobaleno e la risposta di Monaco all’Uefa e a Orban

Il sindaco: “Noi di Monaco non permetteremo in alcun modo che ci venga impedito di inviare un segnale chiaro all’Ungheria e al mondo”. E colora tutta la città.

Questa foto della Reuters non piacerà a Orban. Avrà avuto un sussulto assistendo all’inno, guardando tutti i suoi calciatori lì in piedi e un giovane correre verso di loro con la bandiera arcobaleno.

Eppure a Monaco lo avevano promesso: non possiamo illuminare con i colori dell’arcobaleno l’Allianz Arena contro l’Ungheria? Bene, allora tappezzeremo lo stadio e la città: distribuiremo bandierine, striscioni e simboli. Ecco, così hanno fatto. E la Germania si è tinta di tutti i colori per ospitare la nazionale di Orban, primo ministro di quel paese, che solo alcune ore fa ha annunciato che non sarebbe andato a guardare il match. Perché? Facile immaginarlo: l’accoglienza non sarebbe stata delle migliori.

Perché solo alcuni giorni fa il primo ministro ungherese ha approvato una legge che vieta di affrontare temi legati all’omosessualità davanti ai minorenni (e molti Stati europei hanno firmato per esprimere preoccupazione). (Anche) per questo la Germania aveva pensato di accogliere in questo modo l’Ungheria. Per dare un messaggio forte. Ma l’Uefa, con una decisione bizzarra ha detto di no, perché “siamo politicamente e religiosamente neutrali”. Salvo poi però colorare il logo delle loro pagine social proprio con quell’arcobaleno.