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Lo studente italiano morto in un college a New York si è suicidato?

neXt quotidiano|

Claudio Mandia

Ancora non c’è una conferma ufficiale, ma nelle ultime ore si è fatta sempre più concreta l’ipotesi del suicidio dietro la morte del giovane Claudio Mandia, lo studente italiano trovato morto alla vigilia del suo 18esimo compleanno all’interno di una stanza del college che frequentava a New York. Dai primi risultati dell’autopsia non sono arrivate indicazioni per tentare di trovare una causa per quel decesso, ma la famiglia del ragazzo – che era in volo dall’Italia (originari di Battipaglia, in provincia di Salerno) – verso la Grande Mela proprio per festeggiare il suo compleanno – accusa proprio la struttura scolastica americana.

Claudio Mandia, l’ipotesi del suicidio per il giovane morto a New York

L’avvocato di Elisabetta Benesatto e Mauro Mandia, i genitori del giovane ragazzo trovato morto in una stanza del college newyorkese, ha rilasciato queste dichiarazioni alla stampa:

“La famiglia di Claudio è sconvolta e distrutta per la morte insensata del loro amato figlio. Claudio era un giovane allegro, intelligente, che studiava in America alla EF Academy nella contea di West Chester, New York. È stato sottoposto a un trattamento inimmaginabile dall’amministrazione. È in corso un’indagine completa e verranno intraprese tutte le azioni appropriate”.

Di quale trattamento si parla? Secondo le indiscrezioni – che fanno riferimento alle parole del legale della famiglia del giovane – Claudio Mandia sarebbe stato espulso per aver copiato (ma ancora non vi è la conferma ufficiale) a un test per ottenere il diploma IB (International Baccalaureate) che ha un valore maggiore – nei college statunitensi – rispetto al nostro classico diploma da scuola superiore. Poi l’isolamento in una stanza per tre giorni in una camera riservata agli studenti sorpresi. E proprio in quelle circostanze sarebbe maturata l’idea del suicidio.

Quella “punizione” post espulsione non è una procedura irrituale nei college americani. Uno studente che viene “espulso”, infatti, viene trasferito in una sorta di stanza di isolamento. Nel senso che viene separato dai suoi compagni (sia di stanza che di classe) in attesa del suo allontanamento. Ma la durata dell’isolamento, solitamente, è molto più breve. In questo caso, invece, è durata tre giorni. Fino alla morte del giovane, prima di riabbracciare la sua famiglia partita da Battipaglia.