Attualità

Cittadinanza onoraria a migrante anti-caporali, il centrodestra a Lecce abbandona l’aula

Mattarella nel febbraio 2017 gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. E il Comune di Lecce, martedì scorso, 8 settembre ha voluto riconoscere la cittadinanza onoraria., perché, si legge nelle motivazioni, “Jean-Pierre Yvan Sagnet rappresenta il protagonista e il simbolo della battaglia civile, sindacale, politica per i diritti dei lavoratori migranti in agricoltura». Cittadinanza…

Jean-Pierre-Yvan-Sagnet

Mattarella nel febbraio 2017 gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. E il Comune di Lecce, martedì scorso, 8 settembre ha voluto riconoscere la cittadinanza onoraria., perché, si legge nelle motivazioni, “Jean-Pierre Yvan Sagnet rappresenta il protagonista e il simbolo della battaglia civile, sindacale, politica per i diritti dei lavoratori migranti in agricoltura».

Cittadinanza onoraria a migrante anti-caporali, il centrodestra a Lecce abbandona l’aula

La cosa non è piaciuta al centrodestra, che ha abbandonato l’aula al momento della votazione. Atteggiamento doppiamente vergognoso, se si pensa che anche il  conferimento dell’onorificenza era intesa anche come un tributo a Paola Clemente, la bracciante salentina morta cinque anni fa nei campi di Andria, dove lavorava per due euro all’ora, per il caldo. Allora, il reato di caporalato non era ancora stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico, lo è stato dopo anche grazie  alle lotte di Sagnet.

Yvan signet Twitter

Chi è Yvan Sagnet

In una nota, il Comune ricorda che Yvan Sagnet è nato il 4 aprile del 1985 a Douala (Camerun), ed è giunto in Italia per motivi di studi nell’agosto 2008. Nel 2013 ha conseguito la Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino. Nel 2011 è stato portavoce dei braccianti durante lo sciopero alla masseria Boncuri (Nardò) durato un mese contro i caporali e gli imprenditori agricoli. Lo sciopero portò all’introduzione del reato di caporalato e al primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù. Sagnet ha lavorato come sindacalista per la Flai-Cgil ed è tra i fondatori dell’associazione internazionale anti caporalato No-Cap.

Sagnet al Quirinale con Mattarella

“La proposta del conferimento della cittadinanza onoraria a Sagnet», scrive Repubblica,  era partita da un gruppo di consiglieri comunali – primo firmatario Gabriele Molendini di Lecce città pubblica – ma, appunto, non ha incontrato il favore della minoranza di centrodestra. “A me appariva importante coinvolgere tutti su una proposta di civiltà e dal forte senso di aderenza ai valori di legalità e della nostra Costituzione – commenta ora Molendini su Facebook – Credevo che il richiamo e la dedica a una lavoratrice come Paola Clemente, italiana, pugliese, morta di lavoro, morta di caporalato nelle campagne andriesi cinque anni fa avrebbe soverchiato ogni dubbio. Credevo, e mi sono sbagliato. Totò diceva in un film memorabile: “Siamo uomini o caporali?”, invitando a prendere posizione. Qualcuno ieri ha scelto di stare dalla parte sbagliata”.

L’atteggiamento del centrodestra coerente con la propaganda xenofoba

I consiglieri di centrodestra che sono usciti dall’aula, secondo la Cgil salentina, “è un brutto segnale e un gesto preoccupante”. Per il sindacato «Il punto è il seguente: perché una destra moderna, sensibile alle questioni sociali del Paese, dovrebbe prendere le distanze da un fatto nobile come quello di conferire la cittadinanza onoraria a un uomo che ha avuto l’incredibile merito di aver dato una spallata a un sistema malato e soverchiante sottaciuto per troppo tempo?».

E’ la stessa Cgil, in un comunicato, a suggerire la risposta più plausibile

Quella fuga da Palazzo Carafa  è sembrata purtroppo un messaggio all’elettorato che loro stessi hanno contribuito ad impaurire in questi anni. In vista della scadenza del 20 e 21 settembre, uscire dall’aula deve essere sembrato più “coerente” con la propaganda xenofoba che i partiti più rappresentativi del centrodestra conducono da anni sui migranti. Per “coerenza” avrebbero fatto meglio a votare contro, come già fecero in Commissione Statuto. Abbandonare l’aula non li risparmia dalle proprie responsabilità, specie in un momento particolare come questo, in cui in Italia ci stiamo domandando cosa stia succedendo, cosa ci stia portando ad odiare così tanto al punto da massacrare di botte un ragazzo di origine capoverdiana, cosa ci sia dietro all’emersione del culto della violenza.