Attualità

Così papà Salvini va all’attacco di donne e bambini

salvini fa cose vertenza embraco - 5

In questa infografica pubblicata dalla Stampa si mostrano gli esiti delle richieste d’asilo tra 2013 e 2017 e quelle per le donne ed i minorenni. Perché questi numeri sono importanti? Perché Repubblica ieri ha rivelato che con una propria circolare il ministro dell’Interno ha chiesto a prefetti e commissioni territoriali di ridurre i tempi nell’esame delle domande d’asilo e un giro di vite sulla concessione della protezione umanitaria. Quest’ultima è la motivazione più consistente nel rilascio dei permessi di soggiorno rispetto al riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria. La ragione della stretta è che secondo il ministro è diventato troppo facile ottenerlo.

richieste d'asilo donne bambini
Gli esiti delle richieste d’asilo tra 2013 e 2017 (La Stampa, 6 luglio 2018)

E questa, spiega il quotidiano torinese, è una bufala:

Tra il 2013 e il 2017 la percentuale è rimasta intorno al 25% delle domande. È vero invece che sono crollati i numeri di quella sussidiaria e che dal 2014 è esploso il numero dei dinieghi. Quest’ultimo incremento è il segno che una stretta «politica» c’era già stata visto che i Paesi di provenienza dei migranti non sono cambiati.

La «tenuta» della protezione umanitaria, tuttavia, è da addebitare al maggior numero di domande da parte di donne e minori, molti non accompagnati, che negli ultimi anni sono cresciuti in modo esponenziale.

«È quel criterio “premiale” che il Viminale, sbagliando, vuole reprimere», osserva Mario Morcone, ex capo Dipartimento dell’immigrazione e ora direttore del Consiglio italiano dei Rifugiati, con Repubblica oggi. «È contro l’interesse dell’Italia ridurre la protezione umanitaria: ci saranno molti più irregolari in giro, senza la possibilità di integrarsi. E non li potremo rimpatriare veramente, perché non abbiamo accordi con i Paesi di partenza». Nel 2017 su 130mila richiedenti asilo e 80mila domande esaminate, l’8% ha ottenuto lo status di rifugiato, l’8% la protezione sussidiaria e il 25% quella umanitaria. Il 58% ha visto rifiutarsi la domanda.

Leggi sull’argomento: Quando Matteo Salvini dà i numeri su rifugiati e finti profughi