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«Cinque esami in cinque giorni? Non è impossibile»

marcello pittella facebook

Ieri abbiamo raccontato la storia del figlio del direttore generale dell’azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto (finito in carcere nell’inchiesta che ha portato ai domiciliari il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella), e delle consulenze affidate a un avvocato per far ottenere la laurea in giurisprudenza e la pratica presso uno studio. Scrive il giudice: «Dal libretto universitario di Giuseppe Quinto emerge che il 19 dicembre 2015 ha sostenuto l ’esame di Diritto Amministrativo Ied i Diritto Amministrativo 2, ottenendo per entrambi il voto di 30 e lode, e il 14 dicembre 2015 ha sostenuto ben 3 esami: Diritto Penale I, Diritto Penale 2, Diritto Privato Comparato per i quali ha ottenuto 28, 28 e 27». Nella vicenda, raccontata ieri da Corriere e Repubblica, c’è anche una strana storia che riguarda la tesi di laurea:

Peccato però che riceva una tesi di laurea già pronta e che il suo professore, Agostino Meale, ordinario di Diritto costituzionale da ieri agli arresti, riceva dal padre una serie di consulenze. «Almeno datti una letta alla tesi» gli diceva il padre. «Che là devi dire due cose, dobbiamo fare anche il film. E poi il pranzo importante». Tra gli invitati il presidente della Regione, Pittella, il rettore di Bari, Antonio Uricchio, e, per usare le parole di un loro amico, «mezzo Pil di Puglia e Basilicata».

marcello pittella domiciliari
Marcello Pittella

Oggi il rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, si dice perplesso riguardo i risultati raggiunti dallo studente, anche se premette che dare cinque esami in cinque giorni non è impossibile neanche a giurisprudenza:

Rettore, questo studente ha sostenuto insieme Diritto penale 1, Diritto penale 2 e Diritto penale comparato. E, dopo quattro giorni, Diritto amministrativo 1 e Diritto amministrativo 2, con voti tra il 27 e il 30 e lode, le sembra plausibile?
«Da professore dico che mi sembra arduo ma non lo posso escludere a priori»

Pietro Quinto è accusato di avere assegnato incarichi a un professore del figlio per aiutarlo a laurearsi. A lei ha mai chiesto favori?
«Io non gli ho mai chiesto nulla e neanche lui. Il figlio è stato un mio studente, me lo ricordo come uno che frequentava i corsi e si applicava».

Quinto si vantava di avere con lei un rapporto stretto, diceva che siete «amici di famiglia».
«Io sono originario di Matera e lui della provincia, ci siamo conosciuti da studenti poi ritrovati all’Università di Bari. Abbiamo avuto amici comuni, conosco sua moglie, poi ognuno ha preso la propria strada».

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