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Lo studente di giurisprudenza che fa cinque esami in cinque giorni

marcello pittella

Nelle more dell’inchiesta su Marcello Pittella e la sanità della Basilicata emerge anche lo strano caso di un prodigioso studente universitario. Si tratta del figlio del direttore generale dell’azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto (finito in carcere), “la cui figura – si legge nel provvedimento cautelare – assurge a quella non solo di soggetto totalmente asservito al suo principale referente politico, con cui è solito interfacciarsi sia telefonicamente che ‘de visu’ tutte le volte in cui è necessario trattare argomenti che devono rimanere riservati e confidenziali, ma anche a quella di persona che ambisce a conquistare il ruolo di ‘uomo forte’ della sanità lucana. Ed è proprio la sua ambizione che ha reso Quinto un politico, nel senso deleterio del termine, egli stesso, cioè un soggetto capace di relazionarsi, anche da pari, con una pluralità di personaggi politici e non, ma più in generale con tutti quelli che potremmo definire ‘poteri forti’ ai quali egli ‘non può dire di no’”. Il Corriere della Sera però racconta anche un’altra storia curiosa che si trova nelle carte giudiziarie:

Una delle contestazioni a Quinto riguarda le consulenze affidate a un avvocato per far ottenere al figlio la laurea in giurisprudenza e la pratica presso uno studio.

Scrive il giudice: «Dal libretto universitario di Giuseppe Quinto emerge che il 19 dicembre 2015 ha sostenuto l ’esame di Diritto Amministrativo Ied i Diritto Amministrativo 2, ottenendo per entrambi il voto di 30 e lode, e il 14 dicembre 2015 ha sostenuto ben 3 esami: Diritto Penale I, Diritto Penale 2, Diritto Privato Comparato per i quali ha ottenuto 28, 28 e 27».

marcello pittella domiciliari
Marcello Pittella

Non male, no? A raccontare ulteriori dettagli sulla vicenda ci pensa Giuliano Foschini su Repubblica:

Quinto è comunque il vero protagonista. Alla Asl e non solo. Per esempio suo figlio, Giuseppe, è un fenomeno: «Anticipa di due sessioni la seduta di laurea, è capace di inanellare ben cinque esami fondamentali in soli quattro giorni in ragione di due e tre ogni giorno con il massimo dei voti ed è candidato in pectore ad ottenere il titolo di dottore di ricerca» ricostruisce il giudice.

Peccato però che riceva una tesi di laurea già pronta e che il suo professore, Agostino Meale, ordinario di Diritto costituzionale da ieri agli arresti, riceva dal padre una serie di consulenze. «Almeno datti una letta alla tesi» gli diceva il padre. «Che là devi dire due cose, dobbiamo fare anche il film. E poi il pranzo importante». Tra gli invitati il presidente della Regione, Pittella, il rettore di Bari, Antonio Uricchio, e, per usare le parole di un loro amico, «mezzo Pil di Puglia e Basilicata».

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