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Di cosa è accusato Marcello Pittella

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Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata che aveva già annunciato di voler correre per il secondo mandato, è stato arrestato e posto ai domiciliari oggi per le accuse di falso e abuso d’ufficio. Nell’ordinanza che ha portato alle misure cautelari Pittella insieme ad altre 29 persone il gip Angela Rosa Nettis del tribunale di Matera scrive che il governatore è il deus ex machina della distorsione istituzionale della sanità lucana.

Di cosa è accusato Marcello Pittella

“È la politica che condiziona pesantemente la gestione delle Aziende sanitarie lucane e in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità e ciò al fine non solo di ampliare il consenso elettorale ma anche allo scopo di ‘scambiare’ favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania”, scrive la giudice. Che poi prosegue: “il presidente non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza della Sanità regionale ma influenza anche le scelte gestionali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere lucane interfacciandosi direttamente con i loro direttore generali i quali sono stati tutti nominati con delibere di giunta regionale nonché con i successivi decreti del Governatore Pittella”.

Elemento di spicco dell’inchiesta sulle presunte irregolarità che hanno caratterizzato concorsi, nomine ed altre procedure amministrative dell’Azienda sanitaria della provincia di Matera (Asm), è, a parere del giudice, uno dei fedelissimi del governatore lucano e cioé il direttore generale dell’azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto (finito in carcere), “la cui figura – si legge nel provvedimento cautelare – assurge a quella non solo di soggetto totalmente asservito al suo principale referente politico, con cui è solito interfacciarsi sia telefonicamente che ‘de visu’ tutte le volte in cui è necessario trattare argomenti che devono rimanere riservati e confidenziali, ma anche a quella di persona che ambisce a conquistare il ruolo di ‘uomo forte’ della sanità lucana. Ed è proprio la sua ambizione che ha reso Quinto un politico, nel senso deleterio del termine, egli stesso, cioè un soggetto capace di relazionarsi, anche da pari, con una pluralità di personaggi politici e non, ma più in generale con tutti quelli che potremmo definire ‘poteri forti’ ai quali egli ‘non può dire di no'”.

Il deus ex machina della sanità lucana

Il Procuratore della Repubblica di Matera, Pietro Argentino, nella conferenza stampa sull’operazione della Guardia di Finanza sulla sanità lucana ha detto che il commissario dell’Azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto (in precedenza direttore generale della stessa Asm) è “il collettore delle raccomandazioni che promanano” dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella. Quinto – secondo gli inquirenti – “intrattiene significativi rapporti con altre figure politiche e religiose di spicco”. E ha avuto “significativi rapporti” anche con “esponenti del mondo imprenditoriale e dell’Università di Bari e quello amministrativo della stessa azienda sanitaria” e “confidava – ha sottolineato Argentino – sull’assoluta fedeltà del suo direttore amministrativo” (Maria Benedetto, in carcere come Quinto) “nominato presidente o componente dei vari concorsi, nell’eseguire i desiderata, o meglio gli ordini, provenienti dall’alto, e sulla disponibilità dei suoi colleghi ai vertici delle altre aziende sanitarie”. Le indagini hanno quindi rivelato “l’esistenza di un collaudato sistema attraverso il quale vengono pilotati i concorsi” anche per “dare sfogo alle ‘segnalazioni’ della politica e non solo: Quinto ne è il ‘dominus'”. Inoltre i membri delle commissioni d’esame sono “scientemente consapevoli e complici di questo uso distorto del potere pubblico”.

Nell’ordinanza cautelare si racconta anche di un concorso pubblico, per un posto da dirigente amministrativo Asm deliberato nel dicembre del 2015, “e il cui esito ha vacillato sino alla fine, attesi i forti e contrapposti interessi in campo”: tutto è stato poi “sopito con la mediazione del Governatore Pittella che avrebbe suggerito la soluzione più diplomatica possibile e cioè quella di accontentare tutti”. L’esigenza dei domiciliari secondo il GIP è scaturita dall’intenzione di Pittella di ricandidarsi: “ciò fa ritenere che continuerà a garantire i suoi favori e imporre i suoi ‘placet’ ai suoi accoliti pur di consolidare il suo bacino clientelare, potendo contare su appoggi locali, in uno scambio di utilità vicendevoli”.

Chi è Marcello Pittella

Figlio dell’ex senatore Domenico Pittella e fratello di Gianni, per anni capogruppo SD al Parlamento europeo e attuale senatore del Pd, Pittella è nato a Lauria (Potenza) e si è laureato nel 1988 in medicina e chirurgia. Nel 1993 diventa consigliere e assessore alle attività produttive e allo sport del paese natio per il Psi; si dimette da assessore nel luglio 1995 perché eletto nel consiglio della Provincia di Potenza, per la Federazione Laburista; diviene poi capogruppo dei Democratici di Sinistra. Nel 1997 viene riconfermato nel consiglio comunale di Lauria per una lista civica di sinistra e successivamente, nel 1999, nel consiglio provinciale di Potenza, di cui diventa presidente, per i Democratici di sinistra. Nel 2001 viene eletto sindaco di Lauria con il 66,57% dei voti validi, quindi si dimette per incompatibilità dalla presidenza del consiglio provinciale. Il 31 maggio 2005, prima del termine naturale del mandato, lascia l’incarico di sindaco per candidarsi alle elezioni regionali in Basilicata del 2005 nella lista Uniti nell’Ulivo, venendo eletto il 17 aprile.

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Confermato alle regionali del 2010 in rappresentanza del PD, nel 2012 viene nominato assessore alle attività produttive nella rinnovata giunta presieduta da Vito De Filippo. Dopo le dimissioni di quest’ultimo, presentate il 24 aprile 2013 a seguito delle indagini giudiziarie su diversi consiglieri e assessori accusati di peculato, Marcello Pittella, nonostante il suo coinvolgimento nella vicenda, diviene vicepresidente della Basilicata: si candida alle primarie il 22 settembre e batte il presidente in carica della Provincia di Potenza Piero Lacorazza (Pd), oltre che Nicola Benedetto (Cd) e Mirko Somma (Comunità lucana – Movimento no oil), diventando così il candidato del centrosinistra per la presidenza alle elezioni regionali del 2013. Lascia quindi le cariche regionali di assessore e vicepresidente il 24 settembre 2013. Nella tornata elettorale del 17 e 18 novembre 2013 è eletto presidente della Regione Basilicata con oltre 148 mila voti (59,6%). Nelle scorse settimane il Pd lucano aveva dato mandato a Pittella di correre per un secondo mandato in Regione alle elezioni per il rinnovo del parlamentino lucano, previste al più tardi per l’inizio del 2019.

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