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200 euro: la tassa sull’ultimo saluto al caro estinto a Roma

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La storia la racconta Giovanna Vitale oggi su Repubblica: una donna, Fabiana Ranzani, ha portato la madre dopo il decesso al cimitero Flaminio: è il più grande d’Italia, 140 ettari percorsi da 37 chilometri di strade interne, sulle quali si circola in auto e bus. Ha dovuto attendere alcuni giorni per la cremazione e allora ha chiesto di vedere il feretro. E qui la sorpresa:

«Dopo circa una settimana, sabato 7 aprile, sono tornata a Prima Porta per avere notizie di quando sarebbe avvenuta la cremazione», prosegue. «Gli addetti al cimitero mi hanno detto che non si sapeva ancora. Ho chiesto allora di poter vedere, per una volta ancora, il feretro di mia madre. E con mia grande sorpresa mi sono sentita rispondere che per farlo dovevo pagare».

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Ma pagare chi? — domanda basita Fabiana. «Il Comune, signora. Esiste un tariffario» replica il custode mostrandole la tabella descrittiva di servizi e prezzi: “Commiato effettuato in giornate successive all’entrata della salma in cimitero, euro 202 più Iva” c’è scritto alla voce che interessa a lei. «Ma fa 250 euro! E per quanto tempo la potrei vedere?» esclama. «Circa 30 minuti», le tre parole che la fanno sobbalzare. La figlia non riesce a crederci: «C’è da vergognarsi!» esplode. «È vero, signora. Noi ci vergogniamo a chiedere questi soldi. Ma così ci ordinano di fare e dobbiamo eseguire», si mortifica il necroforo.

A prescriverlo è la delibera allegata al bilancio di previsione 2017, varata dall’assemblea capitolina il 25 gennaio dell’anno scorso. Funziona così: il feretro viene trasferito in una delle tre Sale del Commiato allestite nei cimiteri del Verano e Prima Porta, dove i congiunti — nei giorni che separano le esequie dalla sepoltura o dalla cremazione — possono far visita al defunto. In 15 mesi solo una decina di persone ne hanno fatto richiesta e pagato la tassa sull’ultimo saluto.

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