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Chiusura alle 18: il DPCM di oggi con il semi-lockdown

L’Italia chiusa alle 18: è questa l’ora in cui nel nuovo DPCM che entrerà in vigore da domani e la cui durata è fissata fino al 24 novembre prevede misure restrittive che riguardano  la serrata di bar, ristoranti e locali pubblici alle 18, ma anche la chiusura di cinema, teatri, palestre e piscine. Le feste e i banchetti sono vietati

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L’Italia chiusa alle 18: è questa l’ora in cui nel nuovo DPCM che entrerà in vigore da domani e la cui durata è fissata fino al 24 novembre prevede misure restrittive che riguardano  la serrata di bar, ristoranti e locali pubblici alle 18, ma anche la chiusura di cinema, teatri, palestre e piscine. Le feste e i banchetti sono vietati. E c’è la raccomandazione a non invitare i non conviventi in casa, amici e parenti. E a non spostarsi dal proprio Comune.

 

Chiusura alle 18? Il DPCM con il semi-lockdown

La chiusura alle 18 di locali e ristoranti non ha trovato d’accordo i governatori che hanno scritto una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, in cui il governatore della Regione Emilia Romagna nonché presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, avanza i dubbi delle Regioni sui contenuti del Dpcm e chiede di inserire nel provvedimento l’impegno a riconoscere ristori adeguati ai settori più colpiti dalla stretta anti-Covid. I governatori chiedono, tra le altre cose, di ripensare alla stretta sulle chiusure di bar e ristoranti, non chiudere gli impianti di scii, sottoporre a tampone solo i sintomatici e i conviventi di chi ha contratto il virus. “In via generale si fa rilevare la necessità di prevedere adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche interessate dalle limitazioni introdotte dal provvedimento oggetto del presente parere, mediante la contestuale attivazione di specifici tavoli di confronto con i Ministeri competenti”. Poi Bonaccini muove, a nome delle Regioni, le “osservazioni al Dpcm” con la richiesta delle conferenze. Al punto uno “si richiede l’estensione della didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie superiori e per le università; mentre al secondo punto, “al fine di rendere sostenibile il lavoro delle ASL/Regioni in tempo di emergenza riducendo il carico di lavoro dovuto alle difficoltà nel contact tracing si dovrebbe destinare i tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) su valutazione dei Dipartimenti di prevenzione e si dovrebbe riservare la telefonata giornaliera per i soggetti in isolamento o quarantena a specifici casi su valutazione dell’operatore di sanità pubblica”. Al punto tre si interviene su uno dei punti più sentiti del Dpcm, la stretta su bar e ristoranti: “Prevedere l’orario di chiusura per i ristoranti alle ore 23.00, con il solo servizio al tavolo – chiede Bonaccini a nome dei governatori – per i bar prevedere la chiusura alle ore 20.00 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo. Eliminare l’obbligo di chiusura domenicale”. Al punto quattro la conferenza delle Regioni chiede di lasciare aperti gli impianti nei comprensori sciistici, finiti nella stretta, infine al punto cinque si chiede di “prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie”. “Si sottopone, inoltre, all’attenzione del Governo, la necessità di: Valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri etc., anche valutando i dati epidemiologici di riferimento; prevedere nel Dpcm un impegno da parte del governo a ristorare le attività che hanno subìto limitazioni e/o chiusure”. Secondo la bozza bar, ristoranti, pub e gli altri locali pubblici come pasticcerie e gelaterie potranno rimanere aperti dalle 5 del mattino alle 18 di sera quando sarà «vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico». Le consegne a domicilio invece saranno consentite così come l’asporto fino alle 24. I negozi rimagono aperti rispettando la distanza di almeno un metro senza variazione di orari. Per quanto riguarda gli spostamenti, spiega il Corriere, non ci saranno limitazioni:

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Non ci sono limitazioni al movimento delle persone che devono rispettare gli orari stabiliti con le ordinanze dei governatori sul coprifuoco e utilizzare l’autocertificazione per le uscite «per lavoro, salute o urgenza». Nel testo del governo è però «fortemente raccomandatoatutte le persone di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune». Anche su questo, però, il no dei governatori è stato deciso, soprattutto per escludere il divieto degli spostamenti tra Regioni.

Per quanto riguarda le attività sportive gli sport di contatto come calcetto e basket continuano a essere vietati mentre è praticamente certa la chiusura di palestre e piscine, spiega Repubblica:

Si va verso la sospensione delle attività nelle palestre e nelle piscine, nei centri benessere e in quelli termali. Diverse Regioni, tuttavia, hanno espresso dubbi anche su questo provvedimento. Non sarà toccata per ora l’attività sportiva di base e quella motoria svolte nei centri e nei circoli sportivi. Alcuni governatori, come proposto dal governo, gli impianti di risalita per lo sci. Restano la corsa e le attività realizzate in aree attrezzate e parchi pubblici. Ancora aperte le aree giochi per i bambini, ma chiudono i parchi tematici e di divertimento.

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Cinema e teatri vanno verso la chiusura mentre rimarranno aperti i musei. Vietate le feste, al chiuso e all’aperto, anche dopo matrimoni e comunioni. Stop a sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò. Sagre e fiere saranno vietati e i convegni si potranno tenere solo a distanza. La didattica a distanza è prevista per le superiori in una misura che va dal 75% al 100%, mentre rimarranno aperti i nidi, le scuole di infanzia e le elementari.

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