Economia

Chi ci perde e chi ci guadagna con la legge di bilancio 2020?

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Il Sole 24 Ore oggi fa i conti in tasca alla Legge di Bilancio 2020 e spiega quali categorie ad oggi, in attesa delle modifiche in Parlamento, guadagnano e perdono dalle nuove norme.

Siamo ancora ai preliminari. E, forse, per dire chi vince e chi perde con la manovra 2020-22 è ancora presto. Ma il testo che in queste ore inizia il suo cammino in Parlamento offre comunque alcuni spunti interessanti sulle scelte del Governo. La ragione di vita del Governo giallorosso è la volontà di sterilizzare gli aumenti dell’Iva del 2020 (con 23,1 miliardi) e di iniziare a ridurre quelli degli anni seguenti (28,7 miliardi dal 2021). Ma questa mossa – su una manovra da 30 miliardi – ha ridotto al minimo le possibilità di intervento per sostenere la crescita, i consumi, i professionisti e gli enti locali.

Con lo stop all’Iva non c’è dubbio che i consumatori abbiano evitato un aggravio medio per famiglia di 541 euro. Per il resto, di quei 30 miliardi il Governo ha deciso fin da subito di destinarne almeno tre nel 2020 e cinque nel 2021 per il taglio del cuneo fiscale, tutto in favore dei dipendenti. Tutte le altre misure si dividono le briciole (meno di 4 miliardi) e spesso gli interventi più strutturali sono rimandati al 2021, come nel caso del Family act o della riforma dell’Irpef. Comunque, fin dove è stato possibile raccogliere risorse, la manovra prova a sostenere le famiglie e gli investimenti con uno spiccato taglio a tutela dell’ambiente (super e iperammortamenti, credito d’imposta – al momento solo del 10% – per l’economia circolare).

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Chi guadagna e chi perde con la Legge di Bilancio 2020 (Il Sole 24 Ore, 4 novembre 2019)

Lo stop ai rincari dell’Iva, però, ha costretto il Governo a cercare coperture alternative, spesso introducendo nuovi tributi. Un esempio sono le tasse ambientali (plastic tax e sugar tax) o la stangata sulle cartine e i filtri per i fumatori fai-da-te. A perdere qualcosa sono anche i lavoratori: almeno quei due milioni di dipendenti che ora, se va bene, si vedranno raddoppiare il peso in busta paga dell’auto aziendale in uso promiscuo, cresciuta molto in questi anni di boom del welfare aziendale. Nel bonus-malus della manovra un posto se lo ritaglia anche la casa. Scompare la Tasi, ma non c’è garanzia di mancati aumenti sul mattone. Mentre arriva la stabilizzazione della cedolare secca al 10% e la proroga delle detrazioni sui lavori in casa.