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"Che se lo tirassero dove dico io", lo sfogo di Maurizio Costanzo contro i franchi tiratori del ddl Zan

neXt quotidiano|

Maurizio Costanzo

Un messaggio al Presidente Mattarella, affinché – a pochi mesi dalla fine del suo mandato – si renda conto di quanto incivile sia il nostro Paese. Partendo dalle Aule delle istituzioni che dovrebbero garantire parità di diritti (e di doveri) a tutti gli esseri umani. Maurizio Costanzo, nel corso del suo intervento durante la trasmissione radiofonica “Facciamo finta che” (in onda ogni sera su R101), si è anche scagliato contro i franchi tiratori che hanno sfruttato il voto segreto per affossare il ddl Zan.

Maurizio Costanzo lancia un appello a Mattarella dopo il caso ddl Zan

“Siccome sono riusciti con i franchi tiratori, che se lo tirassero dove dico io, nel segreto dell’urna a far cadere questo disegno di legge, dovremo aspettare sei mesi per essere un po’ più civili”, ha detto Maurizio Costanzo durante la sua trasmissione radiofonica. In realtà, lo stesso testo di questo disegno di legge non potrà essere ripresentato. Si potrà riproporre il tema, ma con un documento diverso che dovrà prima passare l’esame delle Commissioni, per poi sbarcare alla Camera e al Senato (attendendo la calendarizzazione della discussione e la presentazione di ulteriori ed eventuali emendamenti).

L’ottimismo temporale di Maurizio Costanzo, dunque, è frenato dalle dinamiche parlamentari. Ma il giornalista – decano della televisione – vuole lanciare un appello anche al capo dello Stato che, a breve, lascerà il suo posto al Quirinale al suo successore: “Caro presidente Mattarella, nell’ultimo periodo della sua presidenza si renda conto di quanto incivile è questo paese”. Inciviltà che parte dai rappresentanti del popolo, come quelli che si sono prodigati in esultanze da stadio dopo l’approvazione della tagliola che ha bloccato e affondato il ddl Zan in Senato.

Il conduttore, poi, ha voluto raccontare il suo pensiero sul ddl bocciato e bloccato al Senato: “Avevamo questo disegno di legge Zan che afferma che ognuno può amare chi gli pare e non deve essere insultato, bullizzato, svilito perché è una donna che ama una donna, un uomo che ama un uomo. Io l’ho sempre pensata così ancor prima del deputato Zan”.

(Foto/IPP/Gioia Botteghi)