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I charter dei “dublinanti” rispediti dalla Germania all’Italia

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Matteo Salvini vuole chiudere gli aeroporti oltre che i porti ma a quanto pare rischia di farlo quando ormai è troppo tardi: da quando lui è al Viminale di charter (ognuno con massimo una trentina di migranti) dalla Germania ne sono atterrati già tre, tutti a Fiumicino: il 7 giugno proveniente da Francoforte, il 12 luglio da Dusseldorf, il 20 settembre da Francoforte. Un altro era arrivato il 3 maggio da Lipsia mentre il quinto, da Monaco, programmato per il 26 giugno, è saltato.

I charter dei “dublinanti” rispediti dalla Germania all’Italia

E così, mentre ieri il ministero dell’Interno tedesco si profondeva in rassicurazioni nei confronti dell’Italia, la Germania continuava a rispedirci indietro migranti sbarcati e registrati in Italia ma che poi hanno lasciato il Paese. E, spiega Alessandra Ziniti su Repubblica oggi, con una decisa accelerazione rispetto al ritmo blando degli anni precedenti: 2281 nei primi nove mesi dell’anno (più dell’intero 2017), secondo i dati del ministero tedesco, e con un’ulteriore impennata da giugno ad oggi che potrebbe portare ad un raddoppio a dicembre.

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Le riammissioni programmate in Italia (La Repubblica, 9 ottobre 2018)

La Germania continua quindi a rimandare i migranti in Italia anche senza l’accordo bilaterale (non) firmato da Salvini e Seehofer, alla faccia del “non uno in più” promesso dal ministro dell’Interno.

Riammissioni programmate, così si chiamano tecnicamente quelle dei cosiddetti “dublinati” che, non solo la Germania, ma anche Austria, Francia, Svizzera, Svezia e persino la Finlandia e il Regno Unito, continua a rimandare in Italia senza bisogno di alcun accordo particolare. Perché espulsioni e respingimenti nei Paesi di primo approdo sono previsti già da quel trattato di Dublino che l’Italia non è mai riuscita a far modificare al Parlamento europeo dopo ben 22 riunioni di commissione alle quali la Lega non ha mai neanche partecipato.

La Germania nega e fotte

Berlino quindi ha continuato e continua ancora oggi, in applicazione del regolamento di Dublino, a rispedire chi è arrivato in Germania dopo essere sbarcato in Italia nel Belpaese. Con numeri che però non sono per ora altisonanti, spiega ancora Repubblica: delle 10.748 richieste di riammissione per il 2018 ne sono state effettivamente eseguite appena 2281 secondo i tedeschi, poco meno di 2000 secondo il Viminale, comunque più o meno un quinto. Di più, le riammissioni programmate, quelle per intenderci con nome e cognome, biglietto pronto e itinerario di viaggio parlano di numeri molto più alti di quelle effettive, almeno il doppio. Ma la verità è che in moltissimi casi quando i poliziotti tedeschi vanno a bussare alle porte di casa dei migranti, preavvertiti tempo prima con lettera di essere finiti nell’elenco dei “dublinati”, non li trovano e dunque circa la metà dei posti nei voli già programmati restano vuoti.

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Infografica dal Corriere della Sera

E cioè la stessa cosa che accade in Italia con i charter per la Tunisia. Da quando al Viminale c’è Salvini il numero delle riammissioni programmate da diversi Paesi europei è balzato a 5104 (quasi quanto l’intero 2017), 2637 delle quali dalla Germania.

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