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Il mago Mandrake che si immerge nel fiume incatenato e non torna più su

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chanchal lahiri mago mandrake

Chanchal Lahiri, l’illusionista indiano che si esibiva con lo pseudonimo di Mandrake, non è più riaffiorato dalla sua immersione, ieri, a Calcutta, nel fiume Hoogly. Il quotidiano Times of India racconta che l’Houdini indiano si è fatto calare nelle acque con le gambe e le braccia incatenate e bloccate da sei lucchetti, sotto gli occhi di una folla che seguiva la prodezza dal ponte e da alcune barche, rimasta senza parole quando ha dovuto constatare dopo molti minuti, che il Mago non riemergeva.

Il mago Mandrake che si immerge nel fiume e non ricompare più

Secondo la Polizia finché non verrà rintracciato il corpo, Lahiri non si potrà essere dichiarato morto. Lahiri aveva tentato un trucco analogo nel 2013: si era immerso nello stesso fiume, imprigionato una gabbia di ferro sigillata, e poco dopo ne era riemerso. In quell’occasione, però, la folla lo aveva assalito accusandolo di truffa, perché molti sostenevano di averlo visto utilizzare una porta laterale della gabbia.

La BBC ha raccontato la storia di Lahiri, raccontando che polizia e sommozzatori hanno sondato la zona a partire da domenica sera senza trovare nulla. Jayant Shaw, fotografo di un giornale locale, ha detto di aver parlato con Lahiri prima che si immergesse: “Gli ho chiesto perché volesse rischiare la sua vita per la magia. Lui mi ha risposto che se l’impresa fosse riuscita sarebbe stata magica, altrimenti sarebbe stata tragica. Ha anche aggiunto che voleva far rivivere l’interesse per la magia”. Vent’anni prima si era fatto immergere in una scatola di vetro ed era riuscito a trarsi in salvo”.

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