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Centrodestra, è rottura: ora gli (ex) alleati litigano per i posti nelle Commissioni

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Dicono di essere una famiglia, e come intatte le famiglie si litiga. Ora il terreno di scontro che potrebbe dare il colpo di grazia alla rottura nel centrodestra sono le Commissioni parlamentari, soprattutto quelle che di norma vengono affidate alle opposizioni. Che nel governo Draghi scarseggeranno. A dirla tutta, sembra che si vada verso una maggioranza che terrà fuori solo Fratelli d’Italia e qualche misto qui e là. Quindi si tratterà per la prima volta di un governo non esclusivamente tecnico, che verrà sostenuto da quasi tutte le forze politiche. Cosa si farà allora con le Commissioni che devono essere presiedute dall’opposizione? L’intenzione del partito di Giorgia Meloni è quella di prendere tutto ciò che le spetta, anche sottraendo posti ai suoi (ex?)alleati. Un esempio su tutti, il Copasir (Contato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), che oggi è presieduto dal leghista Raffaele Volpi. Nel centrodestra quindi non sarà tutto rose e fiori. Scrivono Marao Cremonesi e Paola Di Caro sul Corriere della Sera:

Con il governo Draghi, per la prima volta potremmo assistere ad un esecutivo non tecnico sostenuto da tutti i partiti tranne quello di Giorgia Meloni, che con ogni probabilità voterà no alla fiducia. Quindi anche se, dicono da FdI, “noi al tema non avevamo nemmeno pensato”, l’intenzione è quella di pretendere la presidenza delle Commissioni che spettano all’opposizione: il Copasir (oggi presieduto dal leghista Volpi), le due Giunte per le autorizzazioni (quella della Camera a guida di FdI, quella del Senato di Gasparri) e la Vigilanza (presidente il forzista Barachini). E questo perché “è sano che in una democrazia ci sia un controllo da parte dell’opposizione. Peraltro, oltre ai posti di ministro, faranno 550 nomine!”.

Questo però significherebbe che Lega e Forza Italia resterebbero senza neanche una presidenza, e quella di privarli di una loro rappresentanza sarebbe una mossa che non farebbe bene alla tenuta del centrodestra. Si legge ancora sul Corriere:

Lega e FI però, che resterebbero senza nemmeno una presidenza (quelle ordinarie sono presiedute da esponenti della maggioranza uscente), promettono battaglia: «Noi non molliamo niente, altrimenti andrebbero ridiscusse le presidenze di tutte le commissioni», ruggiscono gli azzurri. Matteo Salvini ostenta tranquillità. Ma aggiunge: «Non credo che alla fine quella della Meloni sarà l’unica opposizione…», alludendo a una possibile spaccatura nel M5S. La questione è intricata. Il caso più chiaro è il Copasir: per legge, commissione paritetica di 10 membri (5 di maggioranza e 5 di opposizione) presieduta dall’opposizione. Dovrebbe quindi toccare a FdI (con il vice presidente Urso).