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C’è l’accordo sulla riforma della giustizia, la mediazione salva la maggioranza

Nasce la nuova riforma della giustizia, c’è l’accordo di tutti i partiti per l’addio alla Bonafede. Domani la discussione in Aula, il M5S annuncia che ritireranno gli emendamenti.

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La maggioranza ha trovato la mediazione sulla riforma della giustizia, tutti contenti: il Consiglio dei Ministri durato più di otto ore è riuscito a sanare le fratture di queste settimane. Il M5S incassa il regime speciale per tutti i reati di mafia, fuori dalla griglia dell’improcedibilità. Nel dettaglio, l’intesa dovrebbe prevedere nessun timing per i reati riconducibili al 416 bis e ter, dunque processi sine die. Mentre per i reati aggravati da mafia sei anni di appello, con un regime transitorio da qui al 2024. Dal 2025, l’appello scenderà a 5 anni. Intanto per le altre fattispecie si ripristina la prescrizione. Grande soddisfazione al termine del Cdm da parte della Ministra Marta Cartabia, “E’ una giornata importante, lunghe riflessioni e lavoro per venire a un accordo – ha detto la guardasigilli – C’è stata un’approvazione all’unanimità, con convinzione di tutte le forze politiche e l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti che erano stati presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di accelerare il più possibile il lavoro in Parlamento e concludere prima della pausa estiva questa importantissima riforma”.

C’è l’accordo sulla riforma della giustizia, la mediazione salva la maggioranza. Soddisfazione di tutti i partiti, addio alla Bonafede

Nelle prossime ore gli oltre mille emendamenti presentati dal Movimento Cinque Stelle saranno ritirati. Tra i primi a commentare il risultato elettorale c’è stato Giuseppe Conte,  leader in pectore M5S. “E’ stata una giornata molto impegnativa. C’eravamo impegnati non a stravolgere un quadro che non poteva essere stravolto. Questo risultato oggettivamente è stato raggiunto.” Lo ha detto il leader in pectore del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, all’uscita dal palazzo dei Gruppi di Montecitorio. “Un’altra norma importante -ha aggiunto l’ex premier- anche per tutti i processi ordinari è prevista la possibilità che il giudice giudicante possa stabilire una ulteriore proroga di un anno in ragione della complessità del processo”. Matteo Renzi ha festeggiato l’addio alla riforma Boonafede, su cui aveva già messo in crisi il Conte bis ad inizio 2020 “Vorrei darvi una notizia: Il caro estinto è la riforma Bonafede che da stasera non c’è più – ha commentato il leader di IV da Assisi mentre presentava il suo nuovo libro Controcorrente – Non si può essere più imputati a vita. La riforma è una piccola parte, c’è ancora un lavoro lunghissimo da fare, ma ora abbiamo archiviato la Bonafede”. Anche Forza Italia e Lega hanno accolto con favore la nuova misura “Soddisfazione per la riforma della Giustizia: come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale – dice il leader del Carroccio e l’ex ministro della PA Giulia Bongiorno – E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini”. “Abbiamo superato lo scoglio più difficile per questo governo, grazie al prezioso lavoro del presidente Draghi e del ministro Cartabia. Non era facile per una maggioranza così eterogenea trovare una sintesi su una riforma importante come quella sulla giustizia – commenta la Ministra Maria Stella Gelmini – Il fatto alcune forze politiche abbiano faticato enormemente a dare l’ok finale al testo, è la dimostrazione che siamo difronte a una riforma garantista”. Soddisfazione anche dalla capogruppo dem alla Camera Debora Serracchiani “Valutiamo con grande soddisfazione che questa esigenza sia stata condivisa dalla maggioranza e fatta propria dal governo. Questo è il momento delle soluzioni condivise e non dei muri ideologici che in passato hanno impedito le riforme”.